11 Gennaio 2008

Il Codacons dà battaglia: “Sicilia pattumiera“ I rifiuti campani in 5 discariche

Palermo è fuori dall`elenco. Nell`Agrigentino scelti due siti. Il Codacons dà battaglia: “Sicilia pattumiera“ I rifiuti campani in 5 discariche
La Regione stabilisce un tetto massimo di 1.500 tonnellate
Il Prc contro Cuffaro “Sfrutta l`emergenza per far realizzare i mega inceneritori“

LA SICILIA disponibile ad accogliere non più di 1.500 tonnellate di rifiuti della Campania. è la prima indicazione che viene dall`isola, mentre si accende la polemica sui termovalorizzatori tra il Prc e il presidente Cuffaro. I tecnici che hanno definito la quota massima di rifiuti da stoccare in Sicilia stanno scegliendo le discariche candidate a contenere il carico che potrebbe arrivare da Napoli. Sono stati già individuati cinque o sei impianti capaci di smaltire spazzatura in aggiunta. Tra le discariche papabili ce ne sono due ad Agrigento, a Siculiana e a Sciacca; una Catania (Motta S. Anastasia); una a Siracusa (Augusta) e una a Messina (in contrada Mazzarrà S. Andrea). Palermo non rientra nell`elenco: Bellolampo è stata lasciata fuori dai giochi e la discarica di Castellana è poco capiente. La decisione finale, che potrebbe vedere anche la Sicilia coinvolta nella missione pro-Campania, deve ancora essere presa. Si aspetta il tavolo tecnico con tutte le regioni che hanno accolto l`appello di Prodi. “I rifiuti che arriveranno saranno comunque già trattati, le frazioni umide e le secche saranno già separate. Quindi con pochi rischi di inquinamento ambientale. è la condizione che abbiamo posto per conferirli nelle nostre discariche – dichiara Salvatore Raciti, direttore dell`Agenzia regionale per i rifiuti – Ancora però non c`è nulla di concreto, non siamo stati coinvolti direttamente“. E già, prima ancora dei rifiuti, sono in viaggio le proteste. “Se si ostineranno a ridurre la nostra bella Isola a pattumiera annunciamo sin da adesso lo scatenarsi di battaglie legali e proteste per impedire un simile scempio“, promette Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, uno dei movimenti dei consumatori. Ma secondo gli esperti quella che potrebbe arrivare in Sicilia, regione che ogni anno produce 2 milioni di tonnellate di rifiuti, è un quantitativo che non può destare allarme. “è una frazione infinitesimale dei rifiuti prodotti da noi. è quello che produce Palermo in due giorni“, aggiunge Raciti. Intanto Prc va all`attacco di Cuffaro, accusandolo di operazione “affaristica“. “Con una delle sue solite operazioni demagogiche – dice l`eurodeputato Giusto Catania – Cuffaro sfrutta l`onda emotiva dell`emergenza in Campania per dare il via libera alla costruzione di quattro mega inceneritori, bloccati dalle direttive europee, che trasformerebbero in una pattumiera la Sicilia, dove non c`è emergenza rifiuti“. A lui si accoda il senatore Santo Liotta, di Prc, “stupito“ del via libera ai 4 inceneritori in Sicilia. “Catania parla sempre a sproposito – gli risponde il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro – Forse Catania, che non ha il coraggio di criticare il governo Prodi, in una delle poche decisioni che non penalizzano la Sicilia, pensa che sia più semplice dare addosso al presidente della sua regione, che non prendere atto che con questa decisione in Sicilia non ci sarà mai l`emergenza rifiuti“. E da Rita Borsellino parte l`invito a Cuffaro di incrementare la raccolta differenziata, ferma al 6,7 per cento, anziché accelerare l`iter dei termovalorizzatori: “Invece di guardare alla Campania, Cuffaro dovrebbe guardare a regioni come la Lombardia o il Veneto dove la raccolta differenziata funziona e i termovalorizzatori servono solo a bruciare la parte residuale dei rifiuti non riciclabili“.

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