8 Novembre 2006

Il Codacons contro l`Ato “È un ente fantasma“

L`ACCUSA Il Codacons contro l`Ato “È un ente fantasma“

“Quello che è successo in via Villa e via Cairoli è vergognoso“. Il Codacons interviene sul caso delle famiglie senz`acqua e si domanda cosi aspetti l`Ato a intervenire. Chiara Crivellari, responsabile locale del Coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori, va all`attacco. “La situazione idrica di Rovigo e provincia è veramente precaria: manca sia la serietà da parte dei gestori di garantire un servizio normato, sia un adeguato controllo da parte dell`Ato Polesine“. Crivellari spiega che nel 1994 fu la cosiddetta legge Galli ad aprire la strada al riordino dei servizi idrici, stabilendo una netta separazione di ruoli tra l`attività d`indirizzo e controllo (l`Ato), e quella gestionale (Polesine servizi). “Attualmente – ricorda la responsabile del Codacons – la grande maggioranza dei gestori è comunque controllata da consigli d`amministrazione composti da consiglieri che rappresentano gli enti locali“. Un conflitto d`interessi che “non è stato ancora appianato. Da queste premesse ci si accorge anche che nell`Ato Polesine manca un`adeguata informazione dei piani d`ambito pluriennali. Si nota l`assenza di uno spazio da adibire a uffici per il pubblico. Non esiste un sito Internet dal quale attingere informazioni precise e dettagliate sull`operato dell`Autorità, a parte un recapito telefonico e un indirizzo e-mail messi a disposizione dalla Provincia. Né esiste personale“. Secondo il Codacons, “l`Ato Polesine è nascosto, defilato, fantasma“. Esiste un Comitato utenti, ma “la sua conoscenza è ignorata dalla popolazione“. Nella vicenda di via Villa, secondo il Codacons, la presenza dell`Ato era indispensabile “perché è l`unico ente preposto al controllo della gestione delle acque: in questo caso di Polservizi, che a quanto pare è spesso latitante nella manutenzione“.

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