Il Codacons contro Chiara Ferragni
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fonte:
- Il Secolo d`Italia
Non appena circolate le prime indiscrezioni sul possibile ingaggio da parte della Rai, l’associazioni dei consumatori ha bocciato l’ipotesi. La fashion blogger da milioni e milioni di followers sarebbe un modello negativo per i giovani. In un comunicato il Codacons ha minacciato di agire legalmente contro viale Mazzini e di impugnare l’eventuale contratto di ingaggio dinanzi alla Corte dei Conti e alla Procura. Affidare alla Ferragni la conduzione di Sanremo è «una scelta sbagliata per l’azienda. Che dovrebbe individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico. Costituito in prevalenza da giovani».
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L’influencer: calunnie, non sono un modello negativo
Oggi la dura replica della moglie di Fedez, che ha risposto per le rime «all’aggressività» dell’associazione nei suoi confronti. «Con dichiarazioni infondate e dal contenuto diffamatorio, che screditano me. E comunicano ai consumatori informazioni errate».
Con un comunicato sulle sue stories di Instagram, l’influencer si difende. A partire dall’accusa di essere un modello sbagliato. Poi rispedisce al mittente, punto per punto, le accuse del Codacons su un uso sbagliato della pubblicità sui social. Affermazioni senza fondamento.
«Per quanto mi è noto, non è stato mai preso da parte dell’Antitrust alcun provvedimento nei miei confronti», scrive la Ferragni che invita il Codacons a smentirla «con prove reali e non con illazioni». «Ricordo al Codacons – aggiunge – che sono stata la prima personalità del mondo social ad associarmi allo Iap. L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Proprio per contribuire alla regolamentazione della pubblicità sui socialı». Particolare confermato dall’Unc, Unione nazionale consumatori.
«Rimuova le pubblicità con il figlio»
Ma il braccio di ferro non finisce qui. L’associazione dei consumatori ha controreplicato. «Non abbiamo niente di personale contro la Ferragni. E le nostre critiche non sono dirette alla persona, quanto ai suoi comportamenti. Che riteniamo diseducativi proprio perché la nota influencer rappresenta un esempio per tantissimi giovani. Che la seguono e la eleggono a modello da imitare e a cui ispirarsi». E giù con gli esempi. «Diffondere sul web le foto del figlio Leone che indossa abiti griffati, per pubblicizzare questa o quella marca, rende a nostro avviso la Ferragni un modello diseducativo per i giovani. Così come l’influencer si rende diseducativa quando associa il proprio nome ad un’acqua minerale venduta a 8 euro la bottiglia. O quando organizza una festa al supermercato dove viene sprecato inutilmente del cibo». Per un sereno confronto con la blogger più famosa al mondo, infine, pone una condizione: deve rimuovere dal proprio profilo Instagram tutte le foto del figlio, «dimostrando di voler rispettare le leggi vigenti e la volontà di diventare un modello virtuoso per i giovani»
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