18 Maggio 2019

Il Codacons contesta il reintegro dell’ ex dg indagato dalla Dda

Scoppia la polemica sulla decisione assunta dall’ Asp che con delibera 550 ha deciso di reintegrare il dottor Giuseppe Perri, ex manager dell’ azienda. «Come si ricorderà – riferisce il vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto – l’ ex direttore generale era finito agli arresti nell’ ambito dell’ operazione “Quinta bolgia” coordinata dalla Ddd su presunte infiltrazioni delle cosche nella gestione di alcuni servizi dell’ Azienda sanitaria provinciale». La decisione dell’ Asp viene aspramente criticata dal Codacons. «C’ è un problema di natura morale – afferma Di Lieto – a prescindere da ogni considerazione di natura prettamente giuridica. Del resto chi esercita la professione sanitaria riveste il ruolo di pubblico ufficiale». Di Lieto ripercorre la vicenda: «Perri aveva cessato il rapporto di lavoro che lo legava all’ Asp di Catanzaro dal primo maggio 2017. Divenuto direttore generale, con richiesta datata 19 ottobre 2018, ovvero venti giorni prima di finire agli arresti, aveva chiesto all’ Azienda che egli stesso dirigeva, di poter essere reinserito nell’ elenco dei medici convenzionati per l’ assistenza primaria. Ora come si possa conciliare il gravoso impegno di dg di un Asp dai conti in rosso, con l’ esercizio della professione medica, rimane un mistero. Eppure ieri – osserva Di Lieto – è arrivata la decisione favorevole assunta dall’ Asp e sottoscritta dal dg facente funzioni Amalia De Luca». Il vicepresidente del Codacons rileva che «già appare singolare dover leggere che un dg decida di presentare una istanza proprio all’ ente che dirige. In ogni caso riteniamo che un pensionato, specie dopo una splendida carriera manageriale, debba “accontentarsi” di fare il pensionato e godersi la pensione – prosegue il Codacons – senza ostentare i propri successi professionali a scapito di tanti giovani medici che, da oggi, avranno serissime difficoltà proprio grazie ai titoli vantati dell’ ex direttore generale. Giovani medici che, nel presentare la medesima istanza dovranno comunque attestare di non avere procedimenti penali pendenti per reati contro la pubblica amministrazione… mentre l’ ex dg, se non ricordiamo male, ha appena ricevuto l’ avviso conclusioni indagini emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Proprio alla luce di queste notizie, appare evidente come l’ Asp avrebbe fatto meglio a soprassedere, non foss’ altro che per un principio di prudenza – prosegue Di Lieto – anche per evitare di esporre, ancora una volta, la sanità calabrese alle polemiche». Per questi motivi il Codacons auspica un immediato “ripensamento” da parte dell’ Asp. L’ associazione si rivolge al dg facente funzioni De Luca: «Senza voler essere giustizialisti, sarebbe davvero il caso di ripensarci poiché riteniamo non sia opportuno che a svolgere le funzioni di pubblico ufficiale sia chiamata una persona nei cui confronti la Procura ha formulato accuse talmente gravi da comportare la restrizione della libertà personale». Era finito ai domiciliari nell’ ambito dell’ operazione antimafia “Quinta bolgia”

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