16 Gennaio 2016

Il Codacons: «consigliabile fare l’ autotutela»

Il Codacons: «consigliabile fare l’ autotutela»  per il vice presidente
nazionale marchetti bisogna valutare ogni singolo caso prima di
ricorrere

di Gaetano de Stefano «Nei nostri uffici è una processione d’ utenti. E tutti con casi diversi». Matteo Marchetti, vice presidente nazionale del Codacons, in questi giorni è impegnato a dare consigli e suggerimenti ai salernitani infuriati, per le cartelle pazze della Soget. Nella sede salernitana, infatti, è un via vai continuo. E il numero di cittadini che si rivolgono all’ associazione dei consumatori per far valere i proprio diritti, è destinato a crescere ancora. «Vengono da noi in tanti – confessa – ma ogni caso è diverso». Proprio per questo il legale consiglia, prima di andare avanti nella procedura e, magari, di non vedere accettato il proprio ricorso di «rivolgersi preventivamente allo sportello dell’ autotutela». «In questo modo – spiega – si sospendono i termini e la Soget è obbligata ad effettuare gli accertamenti. E, nel frattempo, se ci sono i presupposti per continuare la battaglia, si può chiedere l’ annullamento del provvedimento». L’ avvocato evidenzia come tra i casi da lui analizzati ci siano anche delle anomalie piuttosto sospette. «In qualche caso la cartella -precisa – riguarda solo alcuni anni. In pratica viene contestato solo un periodo e questo è un trucco per far lievitare gli interessi». Tuttavia non sempre gli utenti hanno ragione. E, perciò, è consigliabile valutare le diverse problematiche caso per caso. «Sicuramente però – rileva Marchetti sulle discrepanze relative alla metrature le colpe sono del Comune. Perché è l’ Ente che è in possesso dei dati e che ha fornito le indicazioni alla società di riscossione. E là dove c’ è un errore non può essere interpretato dal proprietario dell’ immobile, che può essere considerato la vittima del malinteso e non ritenuto il colpevole». Ci sono, poi, dei casi limite, che rasentano il paradosso. «C’ è una vicenda che è veramente singolare – sottolinea Marchetti – e riguarda il pagamento dell’ Ici per un cittadino relativo al 2009. Ebbene l’ utente aveva avuto comunicazione, dall’ ufficio Ragioneria del Comune di Salerno, precisamente a luglio di 7 anni fa, che non avrebbe dovuto corrispondere l’ Ici. Ma a novembre dello stesso anno gli è arrivata un’ altro avviso, a mezzo raccomandata, con il quale invece gli si chiedeva il pagamento dell’ imposta».

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