10 Gennaio 2017

Il Codacons: chiudere tutto M5S e FI attaccano il governatore

Il Codacons: chiudere tutto M5S e FI attaccano il governatore

Se il Codacons chiede la chiusura dell’ ospedale di Nola e Noi consumatori annuncia una class action, Diego Piazza, presidente Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani) avverte: «La polemica sull’ assistenza a terra per i pazienti del Pronto soccorso dell’ ospedale Santa Maria della Pietà di Nola non può trasformarsi nell’ ennesimo attacco a medici e personale sanitario. Il caso di Nola non deve essere strumentalizzato per avviare una nuova “caccia alle streghe” nei confronti di chi, pur in condizioni difficilissime, presta il primo soccorso ai cittadini, ma deve servire per avviare una riforma della rete ospedaliera e dell’ assistenza, basata su criteri razionali e non di convenienza politica». Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio del M5s attacca: «Prima il Pd taglia miliardi di euro alla sanità, poi la regala a De Luca facendolo diventare commissario in cambio dei voti al referendum costituzionale e poi la ministro Lorenzin invia i Nas all’ ospedale di Nola. Per rispetto della mia gente vi chiedo almeno di risparmiarci queste iniziative ipocrite». Il capogruppo dei deputati di Sinistra italiana Arturo Scotto commenta: «Le immagini dell’ ospedale di Nola, seppur sconcertanti, non stupiscono: sono la naturale conseguenza di anni di tagli e sfascio della sanità pubblica in Campania». Per il presidente della IV Commissione speciale della Regione Campania, Pasquale Sommese, si tratta di «una vicenda incommentabile». Il parlamentare del Pd, Massimiliano Manfredi, nolano, preferisce contenersi: «Io che ho più volte denunciato problemi dico che servono meno chiacchiere e più olio di gomito per superare un problema oramai decennale di questo ospedale. Io che potrei dire altro mi fermo qui per rispetto dei miei concittadini». Mentre un altro deputato del territorio, Paolo Russo, di Forza Italia, difende gli operatori sanitari: «De Luca per non licenziare se stesso ed il direttore generale dell’ Asl Na3 Sud scarica, come fanno gli infami, la responsabilità sui poveri operatori della salute che sono al fronte».
 

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