20 Novembre 2020

Il Codacons chiede un nuovo sequestro degli impianti

Dopo l’incidente avvenuto il 15 novembre scorso nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, quando l’incendio in più punti di un nastro trasportatore ha provocato una densa colonna di fumo visibile dalla città, il Codacons ha presentato una nuova istanza alla Procura e alla Corte d’Assise di Taranto, dove si chiede il sequestro degli impianti e la sospensione delle deposizioni degli imputati nel processo “Ambiente Svenduto” per il presunto disastro ambientale causato dal Siderurgico. «L’episodio – osserva il Codacons – riporta alla ribalta il problema della sicurezza all’interno dell’acciaieria Abbiamo chiesto alla Procura di Taranto il sequestro degli impianti ArcelorMittal e alla Corte di Assise di non consentire più interrogatori da parte dei difensori degli imputati, il cui fine abnorme è quello di far credere che l’azienda non ha responsabilità negli incidenti di questi anni». L’incendio del nastro trasportatore è avvenuto nella zona «Lvc», area compresa tra la cokeria e gli altiforni dello stabilimento siderurgico. La fuoriuscita di un denso fumo nero ha destato non poco allarme e ha riproposto i problemi di sicurezza all’interno del siderurgico. Diversi cittadini hanno documentato quanto stava accadendo con foto e video diventati virali sui social network.

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