Il Codacons chiede le dimissioni di Scajola: “Non ci ha tutelati”
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fonte:
- Il Secolo XIX
Consumatori e petrolieri di nuovo ai ferri corti. Il Codacons chiede le dimissioni di Scajola: «Non ci ha tutelati»
ROMA. Anche ieri i distributori in Italia hanno confermato la tendenza rialzista a cui si assiste ormai da diversi giorni. Si riaccende così lo scontro petrolieri-consumatori, con il Codacons che arriva a chiedere la testa del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, «che non ha ancora proposto una sola misura a favore dei consumatori, e non fa nulla contro lo strapotere dei petrolieri e non ha ancora fatto approvare una sola misura di liberalizzazione del mercato». «Ormai siamo all’inverosimile» tuonano Adusbef e Federconsumatori, che parlano di uno stacco con l’Europa di 4-5 centesimi al litro e sottolineano come «invece di controllare e verificare la doppia velocità di adeguamento, di intervenire perché il differenziale e si realizzi una reale liberalizzazione, non si fa nulla». «Inverosimili – ribatte l’Unione Petrolifera – sono le affermazioni dei consumatori, che continuano ad ignorare il reale andamento dei mercati petroliferi internazionali». Negli ultimi 30 giorni, le quotazioni internazionali sono salite di circa 6 centesimi al litro per la benzina e circa 5 cent per il gasolio, a fronte di un aumento dei prezzi industriali interni rispettivamente pari a 3,6 e 4,2 cent. «Quindi – conclude l’Up – non c’è alcuna doppia velocità di adeguamento dei prezzi». Sulla questione è intervenuto anche il presidente della commissione Prezzi del Senato, il leghista Sergio Divina, secondo il quale è«inaccettabile che ancora una volta le compagnie petrolifere come corsari vadano all’arrembaggio nelle tasche dei consumatori». Ieri la benzina è arrivata a sfiorare gli 1,33 euro, mentre il gasolio è tornato sopra gli 1,17 euro, valore mai raggiunto nel corso del 2009.
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