15 Maggio 2003

IL CODACONS CHIEDE DI SAPERE LE NORME DI PRECAUZIONE PREVISTE DAL MINISTERO DELLA DIFESA

IL MINISTERO DELLA DIFESA NON HA ANCORA RISPOSTO AGLI INTERROGATIVI E AI DUBBI CHE IL CODACONS AVEVA AVANZATO IN MERITO ALL`EQUIPAGGIAMENTO PREVISTO PER I MILITARI ITALIANI IN IRAQ, AL FINE DI PREVENIRE IL PERICOLO DI CONTAMINAZIONE DA URANIO IMPOVERITO IL CODACONS CHIEDE DI SAPERE LE NORME DI PRECAUZIONE PREVISTE DAL MINISTERO DELLA DIFESA A TUTELA DELLA SALUTE DEI MILITARI IN MISSIONE, DAL MOMENTO CHE SARANNO IMPEGNATI IN OPERAZIONI DI BONIFICA E SMINAMENTO






L`intervento di ieri del Ministro della Difesa Antonio Martino non ha ancora chiarito i dubbi avanzati dal Codacons in merito alla missione in Iraq. I militari italiani partiranno tra poco, entro la fine del mese di giugno lo schieramento verrà completato, ma ancora non sono state illustrate le disposizioni e l`equipaggiamento previsti per i militari italiani impegnati in opere di bonifiche del territorio. Il Codacons ha inviato il 17 aprile una richiesta di chiarimento al Ministero della Difesa, rimasta tuttora senza risposta. Si ricorda che nelle precedenti missioni internazionali non si era applicato alcuna norma di precauzione contro il pericolo che frammenti o polveri di DU venissero in contatto con i militari ed in particolare contro il rischio che penetrassero nel corpo mediante inalazione o ingestione.
Considerate le alte temperature del deserto ed al tempo stesso l`esigenza di proteggere con maschere, tute e guanti i nostri soldati addetti alla bonifica, il Codacons chiedeva di sapere dal Ministro della Difesa quale fosse esattamente l`equipaggiamento previsto per le truppe italiane. Inoltre chiedeva di conoscere quali fossero le norme di precauzioni e le disposizioni impartite per prevenire il rischio di contaminazioni. Ad esempio, a quanti metri di distanza da carri armati ed edifici distrutti dai bombardamenti dovranno stare i militari sprovvisti dell`equipaggiamento di sicurezza previsto? Infine chiedeva di sapere se i comandi militari americani avessero fornito una mappa delle zone maggiormente colpite con proiettili all`uranio impoverito.
A tutt`oggi non è arrivata una risposta ai nostri quesiti, nemmeno nell`intervento di ieri in Parlamento.

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