IL CODACONS CHIEDE AL MINISTRO SIRCHIA DI APRIRE UN`INCHIESTA PER CONOSCERE IL REALE NUMERO DI MORTI
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Più di tredicimila le vittime dell`afa assassina in Francia
ROMA ? Sono ormai da «catastrofe umanitaria» le cifre dei morti francesi dell`agosto nero, uccisi dall`afa e da strutture insufficienti: 13.600 morti è la proiezione delle Pompe funebri generali (Pfg) per l`intero mese. Una cifra agghiacciante che ha accolto al ritorno delle vacanze il presidente Jacques Chirac, finora in assoluto silenzio. «Se le cifre si riveleranno esatte, si tratta di una catastrofe umanitaria, di una crisi enorme per il nostro paese»: così Patrick Pelloux, presidente dei medici dei pronto soccorso, riassume la sensazione di impotenza della Sanità di fronte a un disastro di proporzioni inimmaginabili. Le pompe funebri parlano di 10.416 morti in più accertati nelle prime tre settimane e stilano proiezioni per tutto il mese: 13.632 decessi per afa in più del 2002, 3.425 per la sola regione di Parigi. E con la Francia attanagliata dall`afa, gli ospedali straboccanti, gli anziani abbandonati negli appartamenti bollenti e nelle case di riposo di cui oggi si denuncia l`inadeguatezza, da molti era stata notata l`assenza non soltanto fisica di Jacques Chirac. Il presidente, in vacanza da tre settimane con la consorte in Quebec, non ha aperto bocca sulla tragedia del suo paese, lasciando all`Eliseo il ritornello quotidiano della «presidenza che segue da vicino gli eventi». Ieri Chirac è tornato, accolto da una nuova impennata delle cifre condita da polemiche e battute irridenti. Il capo dello stato ha chiesto un immediato «punto della situazione molto esauriente» a tutti i suoi ministri, convocati uno ad uno a rapporto per stamane. Ma Chirac dovrà anche spiegare ai francesi il suo «assordante silenzio», come l`ha definito ieri l`opposizione di sinistra, che lo incalza sulla sua «mancanza di reazione». E il caldo estivo ha fatto vittime fra gli anziani anche in Germania, soprattutto nel sud, mentre sono salite a cento le persone morte, direttamente o indirettamente, per l`ondata di caldo torrido che imperversa in Spagna. Intanto nel nostro Paese l`ufficio di presidenza del Codacons ha chiesto ufficialmente al ministro della Salute Girolamo Sirchia l`apertura di un`inchiesta conoscitiva, da parte dell`Istituto superiore di sanità con la partecipazione della Federazione nazionale degli ordini dei medici e delle associazioni dei consumatori, sul reale numero dei morti per il gran caldo in Italia. Secondo l`associazione dei consumatori infatti, i dati italiani non si discostano molto da quelli francesi. Secondo un`indagine condotta dal Movimento dei consumatori, inoltre, la spiegazione del fenomeno sta nel fatto che gli anziani non sempre possono permettersi di pagare farmaci, esami e ricoveri fino a poco tempo fa gratuiti. L`aumento medio della mortalità quest`estate è del 24%, con punte del 33% nelle regioni che hanno il ticket sui ricoveri ospedalieri e per l`accesso al Pronto soccorso. Frattanto il ministro Sirchia propone per settembre un tavolo con gli enti locali, parla di tassa ad hoc, ma non apre alcuno spiraglio sul fronte risorse, comunque non al di là degli accordi già sottoscritti con il piano sanitario nazionale 2003-2005; gli enti locali chiedono, attraverso una maggiore autonomia impositiva, finanziamenti immediati, senza però escludere il ricorso a tasse di scopo e comunque chiedono più soldi in Finanziaria. L`emergenza anziani, con gli oltre cinquecento morti in più rispetto all`anno scorso per il caldo,va affrontata e risolta, sono tutti d`accordo. È però ancora aperto l`interrogativo centrale: come reperire le risorse che servono per offrire più assistenza agli anziani, chi deve reperirle e come. Il rompicapo non da poco sarà protagonista del dibattito che ci sarà entro la prima decade di settembre (la lettera di convocazione ? informa il Ministero ? sarà inviata il 26 agosto prossimo) e dovrà trovare una soluzione. È da chiarire anche se la questione sia esclusivamente di natura sanitaria oppure socio-sanitaria perché da questo dipende chi dovrà farsene carico.
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