3 Aprile 2011

Il Codacons: “Chi ha sbagliato paghi” Nuovi racconti di interventi “critici”

Chiesta la nomina di una commissione super partes e l’ intervento del Ministero. «I51 episodi esaminati sono esigui, bisogna indagare meglio»

   MANCA Per il Codacons modenese, la battaglia per i diritti dei malati, dopo che la Regione ha riconosciuto "criticità" nell’ operato del reparto di Cardiologia del Policlinico, non è certo finita; anzi, è appena iniziata. Il vicepresidente del Codacons regionale, nonché presidente modenese, Fabio Galli, chiede le dimissioni di Stefano Cencetti, direttore generale del Policlinico, e della dottoressa Maria Grazia Modena, responsabile di Cardiologia. «Chi sbaglia deve pagare – attacca -. Avrebbero dovuto vigilare meglio sui pazienti». Il Codacons chiede anche, alla commissione regionale d’ inchiesta, una copia dell’ intera relazione sui casi di Cardiologia «relazione che circola solo sotto forma di uno stringato e incompiuto comunicato» e che informi direttamente, e a mezzo lettera, tutti i pazienti nelle cui cartelle cliniche sono state individuate "criticità", spiegando loro quali sono le irregolarità riscontrate nel loro caso. Il Codacons – spiega Galli – sta preparando anche un esposto al Ministro della Salute Fazio, «con tutta la documentazione su questa vicenda» e chiede che si nomini una commissione super partes perverificare procedure e metodologie adottate in Cardiologia. «Non ha senso, infatti – spiega -, che si chieda alla stessa direzione del Policlinico, come ha fatto l’ assessore regionale Lusenti, di indagare su se stessa, sulla struttura che dirige e di accertare le sue responsabilità». L’ associazione ha chiesto anche al Ministero che si indaghi su tutti i pazienti di Cardiologia, per scoprire eventuali irregolarità, perché «i 51 casi esaminati costituiscono solo un campione e anche eccessivamente esiguo». Insomma, la strada per accertare le responsabilità e tutti i risvolti di questa vi LO SPILLO «Su mia madre è stata effettuata una coronografia senza la presenza di un medico di Rianimazione. Durante l’ intervento ci fu un arresto cardiaco». PATRIZIA cenda è ancora lunga e il Codacons vuole percorrerla tutta. Martedì prossimo, la riunione del collegio legale regionale dell’ associazione discuterà proprio di quali contromisure adottare se le richieste alle Istituzioni non venissero ascoltate. Intanto, da quando è scoppiato il caso, solo al Codacons sono arrivate 10 nuove segnalazioni che denunciano dubbi o disservizi legati a Cardiologia. Come quella di Patrizia. Quattro anni e mezzo fa, sua madre, una 65enne, dopo un intervento di aneurisma addominale, venne ricoverata in Cardiologia per una complicanza. Qui, fu sottoposta ad una coronarografia, convinta invece di subire un’ angiografia, un esame meno invasivo. «Nessuno – garantisce la figlia – ci informò dei rischi di quell’ esame diagnostico». «L’ esame, poi, – accusa – fu condotto in modo eccessivamente audace.La cosa più grave è che i medici che lo effettuarono non assicurarono la presenza di un medico di Rianimazione. Così, quando mia madre andò in arresto cardiaco, ci vollero diversi preziosi secondi per arrivare in Rianimazione, secondi in cui l’ ossigeno non arrivò al cervello, causando a mia madre danni cerebrali. Adesso è un’ altra persona. Non è autosufficiente ed è invalida mentalmente». Patrizia ha fatto causa al Policlinico.

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