Il Codacons cerca anomalie nei bar nella vendita di acqua e bevande
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fonte:
- Il Gazzettino
Nemmeno con il caldo e l`afa una cinquantina di volontari del Codacons perdono di vista la salute del consumatore e, portafoglio alla mano, hanno eseguito una serie di controlli discreti in 130 bar e locali di Este, Monselice, Montagnana, Piove di Sacco, Conselve, Abano, Teolo, Montegrotto e Galzignano per valutare la gestione della vendita di acqua e bevande da parte dei baristi. Risultato? Si sono riscontrate per un buon 40\% delle vistose anomalie nella mescita delle bibite spiega un comunicato dell`Ufficio della Bassa del Coordinamento – mentre per la vendita d`acqua frazionata sì tocca il 90\% e inoltre si è scoperta la tendenza, circa del 75\%, nel non rilasciare lo scontrino fiscale.
Secondo i volontari del comitato troppo spesso i gestori dei bar propinerebbero ai clienti bibite di sottomarca acquistate nei discount a basso prezzo, facendole invece pagare come bene di prima qualità. Non lasciamoci appannare l`attenzione dalla calura avverte il Codacons – è meglio stare in guardia e chiedere rigorosamente le bibite, il tè e l`acqua in lattina o nella bottiglia originale, sigillata e portata al tavolo o sul bancone, come prevedono le regole.
Un grosso problema sarebbe poi quello dei bicchieri d`acqua, che in alcuni esercizi vengono fatti pagare anche 80 centesimi ed invece hanno un costo infinitamente minore: Per decreto del Ministero della Sanità, pubblicato nella gazzetta ufficiale del 13/12/01 ed entrato in vigore il 14/3/02 sostiene il comunicato – l`acqua dovrebbe essere venduta in bottigliette da aprire al momento della consumazione e non più sfusa o frazionata come ancora avviene. Unica eccezione, su richiesta dell`avventore, è quella di consumare gratuitamente acqua proveniente dal rubinetto. Altra magagna è quella della conservazione delle bottiglie di plastica, troppo spesso stoccate all`aperto.
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