Il Codacons: carenze sulla Concordia la difesa di Schettino segna un punto
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fonte:
- Il Mattino
Ciriaco M. Viggiano Nel processo per il licenziamento di Francesco Schettino irrompe il Codacons. Nel corso dell’ udienza celebrata ieri davanti al tribunale di Genova, l’ associazione rappresentativa dei consumatori ha depositato una perizia per chiedere ai giudici di vagliare attentamente la posizione di Costa Crociere. Secondo i periti del Codancons, la Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012 al largo dell’ isola del Giglio, avrebbe presentato «molteplici e decisive carenze». Problemi relativi non solo alla nave ma anche all’ organizzazione interna, «la cui assenza avrebbe segnato un diverso corso degli eventi e forse evitato il tragico epilogo». Prime fra tutte le porte stagne, ritenute «inadeguate» dai periti del Codacons: «L’ analisi accurata della timeline completa ha permesso di mettere in evidenza un evento che la relazione peritale aveva escluso potersi essere verificato: l’ apertura della porta stagna A24 alle ore 22.23. La porta ? si legge nella perizia – mette in collegamento lo scompartimento 4 allagato con il 3 ancora integro e asciutto. Non ci sono indicazioni che la porta venga richiusa fino alle 22.35 quando si perde il controllo a causa dell’ allagamento del ponte 0». A corroborare il giudizio dei periti del Codacons, viene riportato anche lo stralcio di un’ intercettazione che vede protagonista Massimo Garbarino, altro comandante di Costa Crociere: «Queste porte stagne sono di quella ditta che abbiamo noi che belin sono da mettere in prigione, hanno una tenuta come una baderna». Ma non finisce qui: nel mirino dei consumatori è finito anche Jacob Rusli, il timoniere indonesiano che, in quei minuti concitati, non avrebbe compreso le direttive impartitegli dal comandante Schettino: «È inammissibile che il timoniere di una nave non sia in grado di comprendere gli ordini solo perché non conosce bene l’ italiano e l’ inglese», si legge ancora nella perizia. È sulla base di questi elementi che il Codacons ha chiesto di approfondire una serie di aspetti che potrebbero alleggerire la posizione di Francesco Schettino. Per il momento, il giudice Enrico Ravera ha congelato la sua decisione sull’ ammissibilità dell’ intervento del Codacons. Per l’ avvocato Rosario D’ Orazio, il lavorista napoletano che assiste Schettino, la causa di licenziamento segna un importante punto a favore: «Se Costa Crociere pensava di risolvere la questione in tempi rapidi, scaricando tutte le responsabilità su un unico capro espiatorio, ha fatto male i suoi conti». Per il resto, la prossima udienza del processo è stata fissata per il 4 luglio. Il giudice di Genova ha sospeso il giudizio, attivato secondo la nuova procedura contemplata dalla legge Fornero, in attesa che la Corte di Cassazione si pronunci sul regolamento di competenza proposto dalla difesa di Schettino. Secondo l’ avvocato D’ Orazio, infatti, il processo per il licenziamento del marittimo metese dovrebbe celebrarsi a Torre Annunziata. Motivo? Il tribunale campano è quello competente per territorio, visto che il licenziamento è stato notificato a Schettino presso la sua abitazione di Meta. Per i legali di Costa Crociere, invece, a pronunciarsi deve essere il giudice di Genova, luogo dove è sorto il rapporto di lavoro. Porte stagne e incomprensioni col timoniere, licenziamento e giudice competente: il braccio di ferro tra Francesco Schettino e Costa Crociera promette altre sorprese. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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