20 Gennaio 2009

Il Codacons: bloccheremo la ” Tirrenica”

Il Codacons: bloccheremo la " Tirrenica" Pronto un maxi-ricorso al Tar: obiettivo 2 milioni di no  Due gli elementi su cui si punta: la distruzione di territori protetti dall’Unesco e una scarsa informazione

 FIRENZE. «L’autostrada Livorno-Civitavecchia non si farà».  Ne è convinto il Codacons che assieme ai comitati di coordinamento dei cittadini ha intenzione di impugnare dinanzi al Tar del Lazio la delibera del Cipe della Regione Lazio e del Comune di Tarquinia che approva la realizzazione dei lavori. Sabato prossimo a Tarquinia verranno raccolte le firme a sostegno del ricorso al Tar. Firme che potranno essere inviate anche per email. «Obiettivo?  Arrivare a circa 2 milioni di soggetti, tra cittadini, aziende agricole e comuni, che si organizzano assieme al Codacons per bloccare l’autostrada», spiega Carlo Rienzi, presidente nazionale del Codacons. Tutela dell’ambiente. Due le tesi sostenute nel ricorso. La prima riguarda la tutela ambientale di territori «che sono patrimonio naturale e culturale riconosciuti dall’ Unesco». Sì, però, come si spiega che un’autostrada europea abbia un tratto di 200 chilometri non realizzato? Rienzi risponde: «Di buchi neri e tratti non realizzati di opere pubbliche ne esistono tanti. In questo caso c’è una ragione molto forte: lì, in quella zona, il tracciato dell’autostrada rischia di rovinare il patrimonio naturale e culturale». Informazione negata. La seconda ragione del ricorso invece chiama in causa la «violazione di norme quali il diritto ad una corretta informazione, la valutazione di impatto ambientale e la verifica tecnica del tracciato in considerazione di modalità alternative come proposte da comitati e associazioni ambientaliste». Ma come, è da trent’anni che non si fa che parlare di autostrada? «Sì, ma l’informazione cui facciamo riferimento è quella prevista dal regolamento europeo. Che obbliga ad affiggere in ogni paese manifesti con il progetto e tutte le informazioni utili per farsi un’idea», spiega Rienzi.  Per il presidente nazionale del Codacons «la nuova autostrada appare come un’opera inutile e costosissima oltre che impattante sul territorio». Caro pedaggio. In realtà i costi dell’opera se li accolla la Sat, la società di gestione della Tirrenica, mentre nel caso della superstrada – ipotesi da sempre caldeggiata dagli ambientalisti – i soldi li deve tirare fuori lo Stato. E subito, senza indugi. Rienzi obietta: «D’accordo, la Sat si accolla i costi di costruzione dell’opera. Però poi applica pedaggi salati e per molti anni. A rimetterci sono i cittadini che dovranno pagare l’opera per chissà quanti anni…». I nostri valori.  Comunque sia, il Codacons non si schiera in maniera pregiudiziale contro l’autostrada: «Il nostro compito è quello di tutelare i diritti dei cittadini e dell’ambiente. Noi poniamo dei valori che esigiamo vengano rispettati. Poi su che cosa fare in concreto, se un’autostrada o una superstrada o altro ancora si può discutere. L’importante intanto è che si informino i cittadini…», conclude Rienzi.

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