6 Novembre 2018

Il Codacons avverte: «Serve fare squadra e querelare subito»

LE VITTIME «In 4mila truffati dalla Venice investment, serve la presentazione immediata della querela». Vitto Claut, presidente del Codacons del Fvg, ieri sera si è incontrato con un gruppo di vittime alla Botte di Portogruaro ribadendo «la necessità di querelare e quindi di costituirsi Parte civile per il ristoro dei danni. «Ci sono ancora diverse vittime che per un motivo o per un altro non hanno ancora presentato la querela – spiega Claut – molti pensano di essere fuori tempo, ma non è così». L’ atto va infatti presentato entro 90 giorni da quando si viene a conoscenza della presunta truffa. «Per noi c’ è ancora tempo – ribadisce l’ esponente dell’ organizzazione – la data che ci ha permesso di conoscere la vicenda non può che essere l’ 11 settembre, quando la Procura ha fatto scattare gli arresti. Per questo stiamo incontrando i risparmiatori che continuano a chiedere informazioni sul da farsi. Il primo passo è di certo la querela. Tra i truffati ci sono anche coloro che hanno siglato finanziamenti in Croazia, di fatto a loro insaputa». L’ avvocato Petra Vuksanovich ha infatti ricostruito le vicissitudini di alcuni truffati che si sono presentati con dei documenti in croato, di cui però sostengono non conoscere cosa vi fosse riportato. «Lo abbiamo scoperto solo grazie alla collega con studio a Rijeka , che lavora in uno studio legale in Croazia – spiega Claut – di fatto più di qualcuno ha firmato un finanziamento con una banca croata in cui vi è riportato che il cliente era perfettamente a conoscenza di ciò che aveva firmato, addirittura che conosceva anche la lingua croata. Contratti che non possono che essere nulli – racconta il numero uno del Condacons friulano – I nostri associati non conoscono il croato e pertanto non potevano sapere del tipo di finanziamento che prevedeva pertanto clausole assolutamente nulle. Ora, sempre attraverso la collega, abbiamo chiesto lumi su questi contratti anche all’ autorità croata. I finanziamenti, che non sono altro delle cambiali, sono stati infatti sottoscritti da un notaio, che quindi certificava la procedura. Come può averlo fatto se le vittime non conoscono il croato? Anche per questo stiamo lavorando per cercare di fare luce su un filone croato della maxi truffa capitanata da Gaiatto». «Serve presentare subito una querela in Croazia – spiega l’ avvocato Vuksanovich – per sequestrare le cambiali che stanno girando per l’ Europa, evitando quindi di far pagare ai debitori importi non dovuti». Ieri si sono presentati altri truffati per chiedere come comportarsi. «Serve fare squadra – ribadisce Vitto Claut – e quindi denunciare tutto alla Procura. Ciò che è importante è sicuramente essere i più circostanziati possibile. Quando infatti il Giudice chiederà di raccontare i fatti, le vittime dovranno spiegare quando, dove e a chi hanno versato il denaro. Servono più documenti possibili per fare piena luce su una truffa che deve ancora essere completamente chiarita e che solo l’ autorità competente potrà definire». Dal Codacons ribadiscono che chi ha già presentato la querela deve rivederla in alcuni casi, perchè deve contenere tutti i crismi del codice di procedura penale e per chi volesse informazioni può contattare l’ associazione allo 0434 521905. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
marco corazza

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