25 Ottobre 2011

Il Codacons attacca: sequestro al Gemelli per il contagio Tbc

Il Codacons attacca: sequestro al Gemelli per il contagio Tbc
 

Il Codacons, «rompendo ogni indugio, ha depositato alla Procura della Repubblica di Roma una formale richiesta di sequestro del policlinico Gemelli di Roma, ai sensi dell’ articolo 321 c.p.p». È quanto si legge in un comunicato della stessa associazione, che precisa: «Al centro della richiesta alcuni clamorosi casi di contagio che vedono coinvolti bambini nati nell’ ospedale, ma che non sono mai transitati per il reparto di neonatologia». «Esistono casi di bambini nati al Gemelli, che sono risultati positivi ai test per il contagio da Tbc, ma che non sono mai stati nel nido del reparto di neonatologia. Tale circostanza – prosegue la nota del Codacons – può essere confermata dai genitori e può portare a una duplice conclusione: o l’ infermiera in questione non ha svolto servizio solo nel nido del reparto, o vi sono altri e ulteriori possibili veicoli di trasmissione, ancora presenti all’ interno del reparto stesso». «La nostra richiesta si basa sul pericolo che esistano ancora oggi al Gemelli possibili fattori o veicoli di contagio – spiega Carlo Rienzi, presidente del Cosacons – che siano essi operatori sanitari o contaminazioni ambientali. La mancata adozione della misura cautelare richiesta, potrebbe accrescere il rischio di ulteriori contagi, e quindi consentire la prosecuzione del reato contestato dalla magistratura». Sono due i fatti a cui fa riferimento il Codacons: «Un bambino nato il 12 giugno 2011 al policlinico Gemelli che, a quanto riferisce il padre, non è mai andato nel reparto neonatale ma è stato, durante i tre giorni di permanenza nel policlinico, nei nidini, è risultato positivo al test Tbc». L’ altro caso è quello di un bambino nato il 14 giugno 2011 sempre al Gemelli: «Presentava una depressione cardiorespiratoria ed è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica, dove è rimasto fino al 15 settembre 2011, data in cui è stato trasferito in Pediatria, reparto da cui è stato dimesso il 25 giugno 2011, senza mai transitare nel nido di neonatologia. Il bambino, a seguito di esami effettuati il 20 settembre 2011, è risultato positivo al test del quantiferon». «Vi sono – prosegue il comunicato – gli estremi perché il Pm disponga il sequestro preventivo della struttura, almeno fino a quando non si siano effettuati controlli nei locali e visite a tutto il personale».
 

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