18 Luglio 2019

Il Codacons attacca il procuratore “Siamo indignati”

Continua serrato il botta e risposta a distanza tra il procuratore Teresa Angela Camelio e i legali del Codacons. Dopo i patteggiamenti per otto degli imputati nel processo per gli abusi perpetrati nel tempio crematoio di Biella e il commento del procuratore, che aveva definito «Fuori luogo» il sit in di alcuni dei familiari di defunti cremati a Biella e «la ronda di alcuni avvocati fuori dall’ aula» arriva la dura replica del Codacons. «Di fronte all’ asprezza dei commenti non possiamo tacere la nostra indignazione – scrivono -, tenuto conto che rappresentiamo i familiari delle persone coinvolte e travolte dalla gestione definita (solo) ‘scandalosa’ dal procuratore, ma che da ieri possiamo affermare anche ‘delittuosa’ del tempio crematorio di Biella. Inaccettabile che si riduca a un ‘sit in’ quella che è stata una composta e legittima partecipazione dei nostri assistiti all’ amministrazione della giustizia, in una vicenda processuale che li tocca nel vivo: per questo hanno atteso in silenzio e fuori dal tribunale le prime sentenze in un caso che ha scosso le loro esistenze, mostrandosi rispettosi delle istituzioni e di quelle regole processuali che impedivano loro di stare in aula. L’ atmosfera che si respirava nel corridoio del tribunale non è piaciuta neanche a noi avvocati, che abbiamo atteso la decisione in un clima che ci permettiamo di definire semplicemente surreale di contrapposizione con la Procura, che non abbiamo cercato e non vogliamo e dove si avvertiva nettamente il fastidio per la nostra presenza».M. ZO. –

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