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8 Dicembre 2015

Il Codacons annuncia battaglia «Un risarcimento ai tarantini»

Il Codacons annuncia battaglia «Un risarcimento ai tarantini»

i consumatori: l’ esposizione agli inquinanti è grave per la salute
• Un maxi -risarcimento per gli ammalati tarantini e per tutti i cittadini che rischiano di contrarre patologie gravi. E’ la richiesta che gli avvocati del Codacons avanzeranno dopodomani, nella nuova udienza del processo Ilva, nei confronti degli imputati. L’ iniziativa trae spunto dalla relazione dell’ Asl di Taranto sullo stato delle polveri sottili che – sottolinea l’ associa zione dei consumatori – «contiene dati allarmanti». A sostegno della domanda di risarcimento, il Codacons cita alcuni passi della relazione. «Nella città di Taranto si legge – i principali problemi di salute connessi all’ inquinamento atmosferico sono legati soprattutto ai livelli di pm 10 e ai relativi inquinanti cancerogeni assorbiti, come il benzoapirene, che sono strettamente correlati alle attività produttive dello stabilimento Ilva. Per decenni, i cittadini di Taranto, e in particolar modo quelli residenti nelle zone limitrofe industriale, sono stati esposti a elevate concentrazioni di inquinanti ambientali che non possono non aver avuto un ruolo in termini di salute pubblica e i cui effetti potrebbero manifestarsi negli anni a venire. A supporto di questa considerazione, la Regione Puglia, con deliberazione della giunta regionale n. 1944 del 2 ottobre 2012, ha approvato il “Piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’ aria nel quartiere Tamburi per gli inquinanti pm10 e benzoapirene». La relazione dell’ Asl – rimarca il Codacons evidenzia la stretta correlazione tra inquinamento atmosferico e crescita del tasso di mortalità nel territorio. Dall’ ottobre del 2012, con il rallentamento della produzione del siderurgico, l’ Asl sottolinea che «si è assistito a una drastica riduzione della concentrazione di polveri sottili e benzoapirene persino nelle aree adiacenti allo stabilimento», come comprovato dai dati raccolti da Arpa Puglia e Legambiente nel dossier «Mal’ aria 2015». Gli studi di mortalità – prosegue il documento – «hanno evidenziato come i rischi relativi associati alle patologie respiratorie e cardiovascolari siano sempre maggiori del rischio relativo globale (mortalità overall). Infine, è opportuno considerare che la popolazione di Taranto, e in particolare quella parte che risiede nei quartieri limitrofi alla zona industriale, a fronte della pregressa esposizione ad elevati livelli di inquinamento atmosferico, rappresenta un gruppo ad alto rischio per lo sviluppo di patologie correlate all’ inalazione di polveri sottili, perciò necessita di maggior tutela rispetto alla po polazione generale». [L.Spalluto]
 

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