31 Luglio 2009

Il Codacons: alcol venduto ai minori

Dura accusa dell’associazione: «Giusto chiudere i locali per dare l’esempio» Oggi il sindaco dal prefetto: «Voglio capire quali sono le intenzioni della polizia»

Locali notturni e controlli di polizia. Unica città della costa sotto i riflettori per la questione sicurezza, Jesolo è stata oggetto di un report che il Codacons ha presentato ieri alla Camera dei Deputati in merito alla vendita di alcolici ai minorenni. «Se la droga viene trovata nei locale – dice il presidente regionale Franco Conte – questi devono essere chiusi per dare l’esempio». Oggi il sindaco, Francesco Calzavara, sarà ricevuto dal questore. «Voglio parlare con il questore – ha detto il sindaco di Jesolo – per capire che intenzioni ci sono e comprendere cosa sta accadendo della nostra città». L’assessore alle politiche sociali Daniele Bison è salomonico. «Giusti i controlli,- dice – ma dobbiamo tenere in conto cosa fanno i gestori, il Comune, l’Asl, il Silb, per arginare il fenomeno della droga e alcol nei locali del litorale». Intanto nei blog dei giovani si sprecano commenti sul caso Jesolo e in particolare sui controlli della polizia di Stato con il ritrovamento di stupefacenti in pista gettati da spacciatori e consumatori. C’è chi dice che non sono tutti drogati quelli che frequentano la discoteca. Poi un ragazzo ricorda che un’amica era stata portata via per overdose poco prima dell’arrivo della polizia. Si sprecano battute sui gestori. Qualcuno dice che non è vero che i ragazzi sono fuggiti per non pagare, ma che era security a bloccare le uscite, al contrario della polizia. Piccole storie di una notte di ordinaria follia che ha fatto discutere. L’ex parlamentare, Mario Pezzoli, non ha dubbi: «I controlli vanno fatti e adesso non è giusto fare un passo indietro».  Ma è il Codacons con il presidente Conte che non transige. «Secondo i nostri sondaggi – spiega – non c’è controllo nella somministrazione di alcolici ai minori. I primi responsabili devono essere i genitori. Poi gli stessi gestori dei locali sono da considerarsi responsabili da un punto di vista oggettivo e in certi casi la chiusura sarebbe un esempio concreto ed efficace. Se i controlli non ci sono stati in questi anni – conclude amareggiato Conte – è stato solo un grave errore». Il Sap, sindacato di polizia, con il segretario provinciale Giorgio Pavan non ha dubbi: «La sicurezza è un valore aggiunto per una località turistica e i controlli di polizia sono una garanzia». Nelle scorse settimane sono arrivati alla Procura di Venezia esposti da parte di genitori preoccupati per la salute dei propri figli, ma anche di residenti che non riuscivano a dormire per la musica troppo alta. Situazioni portate all’estremo che hanno convinto la polizia del commissariato di Jesolo e la questura a passare al setaccio tutti i locali jesolani, molti dei quali sono ora a rischio chiusura.

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