7 Giugno 2014

Il Codacons al sindaco «Chiudi le Fonderie»

Il Codacons al sindaco «Chiudi le Fonderie»

«Che il ministro all’ Ambiente, il sindaco di Salerno e la Procura provvedano alla chiusura immediata delle Fonderie Pisano». In attesa della prima udienza, lunedì prossimo, del processo penale a carico del titolare Luigi Pisano, è il Codacons, nella persona del suo vicesegretario nazionale Matteo Marchetti, a lanciare l’ anatema dopo gli ultimi dati che hanno visto diverse conferme sullo stato dell’ inquinamento nella Valle dell’ Irno. «Ci costituiremo parte civile in questo ennesimo processo a carico dei Pisano – continua Marchetti in una nota – Ci aspettiamo inoltre un cenno da Confindustria che, nonostante i dati certi, ancora non ha ancora detto una sola parola». E sempre relativamente al processo, si costituirà parte civile anche il Comune di Pellezzano. La decisione presa dopo l’ esplicita richiesta fatta dal Movimento 5 Stelle cittadino. «Il Comune – ha fatto sapere il sindaco Pisapia – si costituirà parte civile nel processo contro la fonderia Pisano nel rispetto dei diritti costituzionali di tutela alla salute dei cittadini e di rispetto per l’ ambiente». In merito è già stato affidato incarico ad un legale per rappresentare e difendere in giudizio la posizione del Comune. D’ altronde, i dati dell’ Arpac hanno mostrato un effettivo superamento dei valori di tolleranza. Dati importanti, anche se da Palazzo di Città è stato lo stesso assessore all’ Ambiente Gerardo Calabrese, a cercare di stemperare i toni, spiegando che serviranno ancora altre analisi per individuare le vere responsabilità. Dichiarazioni deludenti però per i cittadini del comitato “Salute e Vita”: «Anche noi abbiamo ribadito che i dati sono parziali – ha dichiarato Lorenzo Forte, portavoce del comitato – ma di sicuro non ci aspettavamo tali dichiarazioni dall’ assessore. Si negano dei dati che mostrano, al di là di ogni dubbio, che c’ è un problema serio nell’ area e che sono i cittadini a farne le spese. Attendiamo un’ ulteriore conferma da parte delle prossime analisi e ci chiediamo, ancora una volta, perché l’ Asl rimane in silenzio. D’ altra parte però intendiamo fare chiarezza sul fatto che noi non vogliamo la chiusura delle Fonderie Pisano, ma solo la loro delocalizzazione». A fare maggior chiarezza tra le molteplici interpretazione dei numeri, potrebbero arrivare a breve ulteriori risultati riguardanti le analisi sul suolo e quelle dei fondali al largo della foce del fiume Irno, senza contare le analisi dell’ aria compiuti dal laboratorio mobile dell’ Arpac installato settimane fa in via dei Greci che oltre al rilevamento di pm2,5 e pm10 rileverà anche la presenza di metalli pesanti tramite appositi filtri. L’ evidente obiettivo è quello di stringere il cerchio attorno alle vere cause dell’ inquinamento. Emilio D’ Arco Mario Rinaldi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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