Il Codacons accusa “Canone Tv evaso dai locali pubblici”
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fonte:
- La Stampa
Il 96 per cento dei pubblici esercizi valdostani non paga il canone Rai. E’ quanto denuncia il Codacons, il coordinamento delle associazioni dei consumatori, che ieri ha inviato un esposto alla procura di Aosta e alla Corte dei conti perché si faccia luce su questo «universo di evasori». Tra chi non versa la tassa a favore della televisione di Stato, secondo il Codacons, ci sono strutture ricettive, commerciali ed esercizi che offrono un servizio al pubblico. «Da una parte commenta il coordinamento – esiste una miriade di lettere ai privati cittadini con cui l’ Agenzia delle Entrate richiede periodicamente il pagamento del canone Rai. Dall’ altra una miriade altrettanto estesa di esercizi commerciali, strutture ricettive, circoli, associazioni private e persino istituti religiosi, che nel 96 per cento dei casi non paga il canone cosiddetto "speciale", determinando un mancato introito per le casse della Tv di Stato pari a 230 milioni di euro all’ anno a livello nazionale». «Si tratta di dati elevati – aggiunge l’ associazione – considerato che nel solo settore alberghiero, della ristorazione e del commercio al dettaglio, la Valle d’ Aosta fa registrare, stando ai dati diffusi dalla Rai, 3.634 esercizi pubblici che non pagano il canone». Ma i dati non vengono confermati dalla sede della Rai regionale che, al contrario, parla di una quota di «affezionati» al canone speciale che supera il 92 per cento. «In Valle abbiamo 1.227 abbonamenti speciali – precisa Vilma Bionaz – che rappresentano la quasi totalità delle strutture ricettive. Le accuse del Codacons sono prive di fondamento». Dura la replica del presidente dell’ Adava (Associazione degli albergatori della Valle d’ Aosta), Silvana Perucca, che smentisce i dati sull’ evasione: «Questa volta il Codacons ha commesso un grave errore, con dichiarazioni al limite dell’ ingiuria. Sarebbe indice di serietà avere prove e dati certi di quanto si sostiene». E aggiunge: «La nostra associazione supporta alle strutture ricettive associate in materia di abbonamenti Rai e questo avviene da sempre in stretta collaborazione con gli uffici territoriali della Rai. E’ sufficiente rivolgersi a questi per verificare che il dato fornito dal Codacons non ha il benché minimo fondamento e riscontro nella realtà». «Oltremodo è particolarmente offensiva – conclude – l’ accusa di evasione rivolta alle imprese ricettive che ogni anno pagano canoni speciali di abbonamento Rai per importi che possono raggiungere i 2.000 euro anche in zone dove il segnale televisivo è scarso o nullo».
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