28 Settembre 2016

Il clima di fiducia dei consumatori è calato per il secondo mese di fila

Il clima di fiducia dei consumatori è calato per il secondo mese di fila
A
settembre 2016 il clima di fiducia dei consumatori peggiora per il
secondo mese consecutivo, passando da 109,1 punti a 108,7. L’ indice
composito del clima di fiducia delle imprese invece, rileva l’ Istat,
registra un aumento da 99,5 punti a 101, attestandosi sui livelli dello
scorso giugno.

   

Il miglioramento è diffuso alle aziende di tutti i settori a partire dal commercio al dettaglio. Tra le componenti del clima di fiducia dei consumatori, quella personale e quella corrente diminuiscono, mentre il clima economico e quello futuro tornano a crescere . I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese registrano un miglioramento mentre le aspettative si confermano in discesa per il quinto mese consecutivo. Sia i giudizi sull’ andamento dei prezzi nei passati 12 mesi sia le attese per i prossimi 12 mesi registrano un aumento. Migliorano, inoltre, le aspettative sulla disoccupazione. Con riferimento alle imprese, l’ indice della fiducia nel commercio al dettaglio sale da 97,4 a 102, nella manifattura da 101,1 a 101,9, nelle costruzioni da 123,5 a 125,3 e nei servizi di mercato da 102,5 a 103,7. Nel comparto manifatturiero, in particolare, migliorano i giudizi sugli ordini mentre peggiorano le attese sulla produzione per il secondo mese consecutivo. I giudizi sulle scorte rimangono stabili. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e piani di costruzione sia le attese sull’ occupazione . Nei servizi aumentano le attese sul livello degli ordini mentre peggiorano i giudizi ad essi relativi e le attese sull’ andamento dell’ economia in generale rimangono stabili. Nel commercio al dettaglio, infine, migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti sia le attese sulle vendite future. Il saldo sulle scorte di magazzino rimane invariato. «Il calo della fiducia dei consumatori registrato a settembre dall’ Istat è un pessimo segnale per l’ economia italiana» . Lo afferma il Codacons. «Continua la diminuzione della fiducia dei cittadini, che si riflette in modo diretto sui consumi, come attestano gli ultimi dati sulle vendite nel nostro paese – spiega il presidente Carlo Rienzi -. La mancanza di aspettative e di ottimismo da parte delle famiglie porta infatti a rimandare gli acquisti e a contenere la domanda , con ripercussioni negative per l’ economia. Il trend al ribasso della fiducia determinerà mesi difficili per il commercio, e temiamo che di questo passo possano determinarsi ulteriori contrazioni dei consumi durante tutto l’ autunno e, s e non saranno adottati provvedimenti in grado di rilanciare la spesa, anche i classici consumi natalizi potrebbero risentire del clima di sfiducia delle famiglie». «Cala ancora la fiducia dei consumatori. E non potrebbe essere diversamente». Lo affermano anche Federconsumatori e Adusbef commentando le statistiche Istat dove leggono « l’ ennesimo dato negativo che si aggiunge alla lunga lista di indicatori preceduti da segno meno, o da molti zero virgola». «Creare nuove opportunità di lavoro deve essere la priorità di un Paese dove la disoccupazione giovanile è al 39,2% e al Sud tocca picchi del 60-65%», dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «In tal senso – continuano – bisogna convogliare ogni risorsa, ogni centesimo, ogni sforzo: incrementando la lotta all’ evasione fiscale, il contrasto a sprechi ed abusi e ricorrendo alla vendita di una parte delle risorse auree». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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