20 Gennaio 2009

Il cieco nel GF social-retorico

Il fornaio Marcello Calabria, di Cividino ma originario di S. Pancrazio di Palazzolo e l’architetto Nicola Molinari di San Felice del Benaco sono stati dichiarati salvi prima delle nomination che quest’anno non dipendono solo dai concorrenti, ma anche dal televoto. Ma quel che «Grande Fratello», ieri su Canale 5, ha dimostrato è che il reality sarà – secondo ciò che gli autori hanno preparato e che della nona edizione è stato pubblicizzato – un… dibattimentificio sociologico fra retorica e furba caccia all’audience ed echi di stampa. Tutto ovviamente all’insegna del «politically correct»: tipo «che importa se uno è cieco: al GF non fa differenza», o «giustificate le vostre opinioni non corrette sui gay». Non a caso ieri nella Casa è entrato Gerri Longo, 31enne di Locri ma residente a Roma, cieco dalla nascita. Un ingresso col sorriso, che ha stemperato la retorica. In studio Gerri ha mostrato un apparecchietto sostenendo che «riconosce i contorni degli oggetti», e dopo averlo puntato sulle forme della Marcuzzi ha scherzato: «Scusate, io e Alessia dobbiamo lasciarvi: devo darle lezioni di braille in privato…».  Il Codacons, associazione dei consumatori, aveva sottolineato nel pomeriggio che l’ingresso era «astutamente annunciato da tempo» e si è detto «contrario alla spettacolarizzazione della disabilità: un cieco nella Casa non porta alcun vantaggio alla categoria e rappresenta solo la spasmodica ricerca di situazioni sempre più al limite per garantirsi ascolti». Gerri ha spiegato ai compagni «mi metto in gioco come voi, ci tengo a sentirmi parte di voi. La disabilità non mi dà canali preferenziali». C’è stato tempo anche per la burla all’iperpopputa Cristina («il tuo seno siliconato, con le onde radio, secondo uno studioso del Mit, può esplodere: decidi se vuoi abbandonare») che ha dimostrato come la fanciulla voglia tenersi stretta la popolarità: «Beh, corriamo il rischio»; poi ha chiesto «ma è vero?» e, dopo un consulto coi compagni, ha deciso «io resto: dormo da anni col cellulare e non sono mai scoppiata…», scoprendo poi che era uno scherzo. Un passaggio anche sul tema-Siria, la ragazza dichiaratasi gay e criticata da Federica che a sua volta è stata criticata dall’Arcigay. Il gardesano Nicola l’aveva apostrofata: «Mi piace che tu dica quel che pensi, ma c’è modo e modo». Fra lacrime, dialoghi mielosi fra Marcuzzi e la Casa, e sorprese il «GF» è poi proseguito nella notte…

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