22 Settembre 2004

Il chirurgo estetico sbaglia? Paga i danni

Il chirurgo estetico sbaglia? Paga i danni


No della Cassazione alla formula “soddisfatti o rimborsati“


ROMA. Chi sbaglia paga, i maghi del bisturi sono avvertiti. D?ora in poi ogni intervento di chirurgia estetica eseguito male, oltre che con il semplice rimborso della parcella pagata, verrà pagato anche con il risarcimento dei danni morali e materiali. Lo ha stabilito la Cassazione accogliendo con una sentenza il ricorso di una donna romana. La donna aveva rivolto il suo ricorso contro la decisione della Corte d?Appello della capitale che, per un intervento insoddisfacente di riduzione al seno, le aveva liquidato 1700 euro. In pratica, solo il prezzo della parcella intascata. Giacomina, che ha ritenuto di non essere stata risarcita adeguatamente, ha protestato. L?intervento male eseguito, infatti, aveva non solo lasciato inalterata la malformazione, per la quale aveva deciso di operarsi, ma aveva cagionato anche un ulteriore danno estetico rendendo così necessaria una seconda operatizione. La donna si è rivolta, quindi, alla Suprema Corte che ha giudicato fondato il suo reclamo. Secondo la Cassazione, infatti, la formula «soddisfatti o rimborsati» tipica dei contratti commerciali e molto in voga per questo tipo di prestazioni, non può avere valore per la chirurgia estetica. Seni ritoccati male e fianchi deformati, nasi storpiati e rimodellamenti scriteriati, insomma, ogni intervento estetico errato, comporta traumi psicofisici al paziente. Senza dimenticare le difficoltà e i problemi per il chirurgo che deve incidere tessuti già alterati dalla precedente operazione. Tutti elementi che la Corte d?Appello, nel valutare il risarcimento danni (la paziente chiede circa 25 mila euro più le spese), dovrà tenere conto. A difendere i chirurghi scendono in campo attrici e showgirl che sui bisturi hanno fondato il loro successo. «Credo che per il giudice sia difficile stabilire cosa è giusto o sbagliato. E? un danno difficile da individuare», affermano Sandra Milo e Carmen Russo. Per Sidney Rome, la colpa è soprattutto dei pazienti: «La mano del chirurgo non è la mano di Dio, bisogna stare attenti a chi si sceglie. Positivi i commenti alla decisione della Cassazione. Per l?avvocato Claudio Coratella, esperto in responsabilità professionale medica, «questa sentenza rappresenta un importante passo in avanti verso l?equiparazione tra la chirurgia estetica e quella terapeutica». Pur esprimendo un parere favorevole, un invito a fare attenzione ai «ciarlatani» giunge invece dal direttore della cattedra di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell?università La Sapienza di Roma, Nicolò Scuderi. Il suo consiglio è di «guardare sugli elenchi delle società scientifiche per scegliere il chirurgo». Il professor Giulio Basoccu, chirurgo plasitico, invece teme un ricorso indiscriminato alle vertenze da parte dei pazienti: «Serve un meccanismo di tutela e di compensazione per il medico chirurgo contro eventuali cause strumentali e pretestuose. In questo caso anche il paziente deve essere, per legge, perseguibile». Intanto il Codacons ha avviato uno sportello legale su internet. All?indirizzo www.articolo32.net i cittadini possono non solo trovare materiale utile, ma chiedere consulenze legali on line ad avvocati esperti in materia.

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