«Il Centro studi aveva l’ obiettivo di creare turismo»
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fonte:
- Il Gazzettino
SANTO STEFANO – Il Centro studi transfrontaliero del Comelico e Sappada, che il Codacons vorrebbe abolire, evitando l’ aumento dell’ Iva, nacque una decina d’ anni fa con uno scopo diverso da quello che assunse nel suo cammino: molto più internazionale e molto meno legato alla Pusteria. Da tempo il suo ideatore, Guido Buzzo, già presidente dell’ azienda di soggiorno e turismo Val Comelico, lo va dicendo. «Gli orientamenti – racconta – erano di creare dei collegamenti umani tra la nostra realtà e l’ Austria, attraverso la cultura, da trasformare in un autentico e concreto volano per generare un reale flusso turistico tra le due comunità». Buzzo sottolinea questa prospettiva e precisa di non voler entrare nelle valutazioni sull’ utilità o meno di come la sua «creatura» sia venuta avanti. «Comunque – ribadisce – era nata con un’ altra finalità». Del resto l’ idea di creare un collegamento con il territorio transalpino era coltivata da tempo, trovando le radici nell’ esperienza al vertice dell’ azienda di soggiorno. «Quand’ ero presidente – ricorda – avevamo gettato le basi per un gemellaggio con Kartitsch, attraverso incontri nell’ ambito turistico, con scambi di visite e contatti importanti, come accadde nel sessantaseiesimo anniversario del cimitero monumentale militare, la cui ricorrenza vide la presenza anche del console austriaco della sede di Trieste». Un’ attività a carattere internazionale, confermata dalla mostra di pittura italo-austriaca, della cui giuria fece parte anche Dino Buzzati. «Al Centro – continua Guido Buzzo, il cui progetto venne raccolto a Venezia dal consigliere regionale Guido Trento e in Comelico da quello della Comunità montana comeliano-sappadina Danilo Zandonella Piton – aderirono inizialmente anche la Provincia di Belluno, poi staccatasi al momento del commissariamento, e la Regione». Yvonne Toscani.
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