11 Giugno 2005

Il Cavaliere teme che alimentando lo scontro frenerebbe il partito unico



ROMA – Al di sotto del 20 per cento la partecipazione al voto degli italiani all`estero. Un forte handicap, visto che ora per raggiungere il quorum gli elettori in Italia dovranno essere un 2 per cento in più in modo da colmare il gup. I nostri connazionali residenti Oltreconfine, infatti, nella giornata di giovedì (come stabilito dalla legge) hanno votato per il referendum sulla procreazione assistita di domani e lunedì in poco più di 540 mila. Sconfortante cifra sui circa 2 milioni 665.033 degli aventi diritto. Dati confermati dal ministro per gli Italiani all`estero, Mirko Tremaglia. “Finalmente – dice – se ne accorgono di quanto sono importanti quei voti. Voti che possono fa saltare il quorum“. Comunque Tremaglia, nonostante abbia intrapreso, con le poche “forze“ a disposizione, una revisione e ripulitura delle liste degli espatriati proprio per fare in tempo a presentare gli elenchi senza i nomi di persone decedute, o che si sono trasferiti senza comunicare ai rispettivi consolati il loro nuovo indirizzo, non ce l`ha fatta a consegnare al Viminale liste “dignitose“. Vanificate le ripetute proteste dei Radicali e le denunce dei capigruppi di deputati e senatori. Per non parlare dei 9.000 militari all`estero e del personale consolare che non può votare“. Insomma, le “liste dei morti“, restano. E il calcolo del Comitato per il sì, secondo cui sono 700 mila gli italiani conteggiati nel quorum che non hanno potuto votare, va a farsi benedire. E poi c`è pure la questione degli sms. Visto che il governo non ha voluto inviare messaggini informativi (almeno data e orario) sulla consultazione, come già fatto in altre occasioni, il Codacons ha presentato ricorso d`urgenza al Tribunale civile di Roma. Sentenza attesa per oggi. Al termine dell`udienza Carlo Rienzi, in rappresentanza dei consumatori e del Comitato per il no a un quesito referendario, ha attaccato duramente il ministro dell`Interno: “Pisanu ha fatto sapere che non invierà l`sms richiesto, e ciò al fine di tutelare la privacy dei cittadini. Strano che il ministro dell`Interno si preoccupi solo oggi della difesa della privacy degli elettori, oggi che ha interesse al non voto mentre per le scorse elezioni Europee (quando l`sms è stato inviato) l`interesse era l`esatto opposto! “. Critiche al ministro dell`Interno, da Antonio di Pietro dell`Italia dei valori che chiede l`immediata diffusione degli sms. Appello del leader della Quercia, Piero Fassino, al ministro dell`Interno: “Invito Pisanu, nella sua responsabilità, a usare tutti i mezzi possibili per informare i cittadini, compresi gli sms“. Pensa al raggiungimento del quorum, suggerendo già da giorni la ds Giovanna Melandri di andare a “votare nella mattinata di domani“. Si potrebbe, infatti, verificare un “effetto trainante“. Inoltre se il fronte astensionista si vedesse perdente già a metà pomeriggio di domani potrebbe decidere di recarsi alle urne, pensando più alla salute delle donne, che alla politica e ai contraccolpi che questa consultazione popolare potrebbe comportare nei rispettivi schieramenti. E, poi che dire sul rischio revisione legge 194 sull`aborto? E` Lanfranco Turci (Ds) del Comitato per il sì a ricordare che la “sentenza con cui il Tar rigetta alcuni ricorsi presentati contro le linee guida della legge 40 parla esplicitamente di “dualismo giuridico“ tra questa legge e parte della 194“. Insomma il Tar “prende atto di una contraddizione tra la legge 40 e parte della 194 e crea premesse giurisprudenziali tali per cui una donna non potrebbe autonomamente scegliere l`interruzione di gravidanza entro il terzo mese“. Una ventata di ottimismo viene da Violante e Daniele Capezzone. Il capogruppo dei deputati Ds, pensa che “il raggiungimento del quorum è difficile ma non è impossibile“. Quindi critica gli appelli all`astensione della Chiesa e della Cei, citando il vangelo di Matteo: “Posso dire sì a sì o no a no, tutto il resto è maligno“. Così anche il segretario dei Radicali: “Coraggio, ce la possiamo fare. Siamo ad un passo dal traguardo“. Più cauto il leader dello Sdi, Enrico Boselli per il quale raggiungere il quorum “sarà difficile ma non impossibile“. Infine, gli ebrei che vorranno votare per i quattro referendum potranno farlo soltanto domenica fino alle 20,27, cioè – come spiega un comunicato della Comunità ebraica romana- fino all`entrata in vigore della festa di Shavuoth, quella dei dieci comandamenti.

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