Il cavalcavia crollato sotto il tir Assoluzione per la funzionari
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fonte:
- Corriere della Sera
Occhi lucidi, se ne va in silenzio. È troppo scossa Augusta Brusadelli, vedova di Claudio Bertini. Fu lui a morire tra le macerie del ponte di Annone Brianza, nel Lecchese, crollato sotto il peso di un tir della «Nicoli trasporti spedizioni»di Albino il 28 ottobre del 2016. Aveva 68 anni e stava tornando a casa,a Civate. Sei i feriti, tra i quali una famiglia, padre, madre e una ragazzina di 11 anni. Ieri, è stata pronunciata la sentenza di primo grado, che ha condannato due funzionari della Provincia di Lecco e un dipendente dell’Anas e assolto (perché il fatto non costituisce reato) Silvia Garbelli, la dirigente della Provincia di Bergamo che rilasciò l’autorizzazione per il passaggio dell’articolato da 107 tonnellate. Per lei il pm Andrea Figoni, che ha ereditato il fascicolo aperto dal compianto Nicola Preteroti e poi passato all’attuale procuratore di Bergamo Antonio Chiappani, aveva chiesto 2 anni. Alla lettura del verdetto Garbelli ha pianto e abbracciato i suoi avvocati Vittorio Meanti e Ilaria Dioli. «Ero certa di non aver commesso nulla di male,ma dover affrontare il processo è stato difficilissimo», le parole della funzionaria. «È un’assoluzione che ci ha sorpreso», osserva invece Biagio Giancola, che assiste Augusta Brusadelli. Il cavalcavia crollato sotto il tir Assoluzione per la funzionaria Lecco,le lacrime della dirigente della Provincia. Il pm aveva chiesto 2 anni La pena più alta del giudice Enrico Manzi è stata per Angelo Valsecchi, all’epoca dirigente del settore Viabilità della Provincia di Lecco: 3 anni e 8 mesi. Il suo braccio destro Andrea Sesana è stato condannato a 3 anni, mentre Giovanni Salvatore, responsabile per l’Anas dell’ex statale che Il disastro Nel crollo del ponte di Annone Brianza morì un 68enne collega Milano alla Valtellina,a 3 anni e mezzo. Le richieste del pm erano state di 3 anni e 6 mesi per Valsecchi e di 4 anni per Sesana e Salvatore. Omicidio stradale, lesioni, disastro colposo e crollo di costruzione i capi di imputazione, con il giudice che ha riqualificato il reato iniziale di omicidio colposo, raddoppiando i termini di prescrizione,e rinviato gli atti alla Procura per valutare altre posizioni, tra cui quella della ditta di trasporti di Albino per il mancato passaggio del tir al centro della carreggiata. Rigettata infine la richiesta di riarcimento avanzata dal Codacons, unica parte civile rimasta nel processo, dopo la scelta dei feriti e della vedova Bertini di sfilarsi avendo definito gli indennizzi. Per Valsecchi, Sesana e Salvatore anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena inflitta loro, con la misura che scatterà al termine dei tre gradi di giudizio. Si attendono le motivazioni della sentenza, che però sembra riflettere gli esiti della perizia del consulente della Procura. «Un ponte di secondo livello, percorribile solo da mezzi di portata non superiore alle 44 tonnellate», aveva detto in aula Marco Di Prisco.I funzionari della Provincia sarebbero colpevoli di non aver posizionato i cartelli con il limite di peso, Anas di non essersi fatta carico della manutenzione nonostante il cavalcavia fosse già stato segnalato come usurato nel 2006. «Il mio assistito si è trovato in una situazione che lo ha travolto senza sapere perché», dice Edoardo Fumagalli, legale di Valsecchi. Così l’avvocato Stefano Pelizzari: «Siamo speranzosi che il prosieguo dell’iter giudiziario possa portare all’assoluzione di Sesana, il cui ruolo esce ridimensionato rispetto alla posizione prospettata dall’accusa». Barbara Gerosa
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