Il cassonetto in fiamme e l’ intervento prima del rogo
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fonte:
- Modena Qui
Qualche ora prima che si sviluppasse l’ incendio che avrebbe distrutto l’ impianto di rifiuti Ca.re a Fossoli di Carpi, i vigili del fuoco erano intervenuti in città per spegnere un principio di incendio in un cassonetto. Una volta messi in sicurezza, i rifiuti erano stati poi portati all’ interno della struttura di Fossoli, per il corretto smaltimento. A riferire l’ episodio è il comandante provinciale dei pompieri, l’ ingegner William Tuzi, che conferma così le voci circolate sul web all’ indomani del rogo spaventoso di sabato scorso. Rogo che però non sarebbe in alcun modo collegato a questo episodio: «Stiamo cercando di capire come si sono sviluppate le fiamme – ha spiegato lo stesso ingegner Tuzi -, ma escludo che possano essere state originate da quei rifiuti che noi abbiamo portato all’ interno dell’ impianto. Il principio di incendio era già stato domato con un intervento ineccepibile dal punto di vista tecnico». Alcuni cittadini avevano raccontato di aver notato movimenti di camion in entrata e in uscita dall’ impianto intorno alle 16, qualche ora prima quindi dell’ incendio. La voce si era diffusa grazie al tam tam su internet, e ben presto i carpigiani si erano divisi, tra le solite accuse di complottismo da un lato e la voglia di conoscere la verità dall’ altro. Ora, la conferma di quanto accaduto arriva da una ?fonte ufficiale’, e quindi pienamente attendibile. Del resto sono gli stessi vigili del fuoco a condurre le indagini su quanto accaduto al Ca.re di Fossoli: presto sarà depositata la relazione in Procura. Intanto sono arrivati i risultati delle analisi dell’ aria effettuate dall’ Arpa: ebbene, non sono state rilevate differenze significative nelle concentrazioni di diossine, nè a Carpi nè a Guastalla, territorio in cui si era diretta la nube sprigionatasi dopo l’ incendio. «I valori rilevati – si legge nella nota dell’ Agenzia regionale per la protezione dell’ ambiente – risultano ampiamente al di sotto dei valori limiti fissati dalla normativa». Dunque nessun allarme: l’ alta colonna di fumo che si è sprigionata dall’ incendio non era tossica. Confermate le primissime indicazioni divulgate dall’ assessore all’ ambiente del Comune di Carpi Simone Tosi. Indicazioni che erano state accompagnate da un vespaio di critiche, proprio perché ritenute troppo frettolose e non sorrette da dati certi. La polemica, montata a livello politico (con interventi di Lega, Pdl e Sel), è stata cavalcata anche dal Codacons: l’ associazione che tutela i consumatori, in una nota stampa, ha bollato come «del tutto ingiustificato» il comportamento di Tosi. «La recente storia – scrive l’ avvocato Bruno Barbieri, vice presidente nazionale del Codacons – ci ha insegnato come i membri della commissione grandi rischi lasciandosi andare a dichiarazioni tranquillizzanti circa la possibile verifica di un terremoto all’ Aquila hanno conseguito una condanna per i gravi danni che questo comportamento ha determinato, avendo invitato prima gli abitanti a rientrare nelle proprie case e, successivamente, rimaste vittime del sisma verificatosi». Fortunatamente però, quelle di Tosi non furono rassicurazioni sbagliate, col senno di poi, visti i risultati dell’ Arpa. Come avevamo già avuto modo di scrivere, la stessa azienda Ca.re aveva comunicato che nell’ incendio è bruciato soprattutto carta e cartone, ma anche materiale plastico, in particolare polietilene e polipropilene, che non sprigionano diossine perché non contenenti cloro. nDaniele Franda.
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