Il caso-caldaie ora finisce in consiglio comunale
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Il caso-caldaie ora finisce in consiglio comunale
E il Codacons, in appena due giorni, ha già raccolto le cinquecento firme necessarie
Il caso-caldaie finisce in Consiglio. E questo grazie al centrosinistra e alla raccolta di firme del Codacons.
Ma andiamo con ordine. I quindici consiglieri comunali dell`opposizione, riuniti assieme al senatore Alberto Maritati per un esame della situazione amministrativa leccese, hanno firmato unanimemente la richiesta di immediata convocazione del Consiglio. La richiesta, che sarà presentata domani mattina al protocollo del Comune, propone un unico punto all`ordine giorno: «Esame convenzione per il controllo delle caldaie con la ditta Asea – determinazioni».
«Come risulta anche dagli organi di informazione – sottolinea il centrosinistra – e dalle numerose e chiare prese di posizione di varie associazioni cittadine (Codacons, Unai, Federconsumatori, Federcasalinghe, Sunia, Ami, Senapi, Federarchitetti), è necessario che tutti, cittadini anzitutto ma anche manutentori e controllori, vengano messi nella condizione di agire con la massima tranquillità e sicurezza. Per questo sembrano decisive le determinazioni che il Consiglio sarà chiamato ad assumere». E sulla questione-caldaie – come detto – interviene anche la sezione leccese del Codacons. «La raccolta delle firme sulla petizione delle associazioni di difesa dei cittadini – spiega il responsabile Piero Mongelli – va a gonfie vele. In appena due giorni sono state raggiunte e superate le cinquecento firme. La raccolta però continua, perchè le associazioni vogliono fare capire ad una classe politica che sino ad ora è stata sorda e cieca, l`esasperazione dei cittadini in questa materia. In città la confusione regna sovrana ed i verificatori dell`Asea continuano a non effettuare l`analisi di controllo dei fumi: operazione che sono obbligati a fare». Intanto – fa sapere Mongelli – «il vero obiettivo di questa assurda e dispendiosa campagna è quello di sanzionare. Invece, le famose 240mila lire sono, per legge, il costo della semplice verifica e non una sanzione. Peraltro, il responsabile dell`Asea, qualche giorno fa, si è dichiarato disponibile a ridurre il costo delle verifiche a 120mila lire: evidentemente durante l`incontro avuto nelle stanze dell`assessore Capone ha cambiato idea, visto che lo stesso assessore le ha ritenute giuste e giustificate». Infine, si rileva che molti dei documenti che il Codacons sta raccogliendo, si riferiscono a rilievi sulle sole canne fumarie e, ancora oggi, «non si comprende se il cittadino debba o meno pagare l`esosa somma richiesta per un controllo che, in molti casi, non è neanche effettuato».
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