6 Luglio 2001

Il caso Telecom

Anche Pellicioli e Gnutti sarebbero fra gli «avvisati» Sequestrati fascicoli di documenti durante perquisizioni in vari uffici di aziende collegate a Torino, Milano e Brescia

ROMA – Dieci avvisi di garanzia avrebbero raggiunto il top management di Telecom Italia, il colosso europeo delle telecomunicazioni. Tra gli «avvisati» ci sarebbero il presidente e amministratore delegato Roberto Colaninno, l`amministratore delegato di Seat Pg, Lorenzo Pellicioli, ed Emilio Gnutti, socio di Colaninno nella finanziaria Hopa. I reati ipotizzati dai magistrati andrebbero dalla falsa perizia al falso in bilancio, dal conflitto di interessi alle false comunicazioni sociali.
La notizia si è diffusa nuovamente, dopo le voci dei giorni scorsi, ieri mattina. Anche in questo caso, come nei precedenti, è stata immediata la smentita da parte di Telecom, che ha solo confermato di aver ricevuto dalla Procura una richiesta di documentazione. Questa volta, però, pare proprio che l`indiscrezione abbia un solido fondamento.
Oltre a Pelliccioli, Colaninno e Gnutti, nel registro degli indagati figura l`avvocato Sergio Erede, vicepresidente di Telecom, e Marco Bonaiardi, l`esperto della società di revisione Kpmg che nel 2000 firmò una perizia nell`ambito della fusione fra Seat e Tin.it. La consegna degli avvisi di garanzia è un atto dovuto in quanto gli investigatori stanno svolgendo accertamenti che comportano la partecipazione degli indagati. Alcuni di essi hanno già nominato, come difensore, l`avvocato torinese Cesare Zaccone.
La notizia dei nuovi indagati è stata preceduta da una serie di perquisizioni degli inquirenti per prelevare documenti a Torino, Milano e Brescia in vari uffici di società collegate a Telecom Italia. In particolare, pare che gli accertamenti disposti dai magistrati della Procura di Torino siano indirizzati verso una società di consulenza, la Kpmg. Anche il controllo dei documenti effettuato dagli uomini della polizia giudiziaria rientra nell`inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto Bruno Tinti, che la Procura di Torino sta conducendo da alcuni mesi e che è incentrata su presunti reati societari e violazione del codice civile in relazione a operazioni effettuate da società nell`orbita di Telecom Italia, che ha sede legale a Torino.
In particolare, i pubblici ministeri torinesi avrebbero aperto un fascicolo sulle vicende legate all`acquisizione della partecipazione in Telekom Serbia, all`acquisto di Seat-Tin.it e al conflitto di interessi per Roberto Colaninno ed Emilio Gnutti derivante dal fatto di essere entrambi azionisti di Hopa, che a sua volta è azionista indiretta della Seat. Ma i sostituti procuratori, Paolo Storari e Roberto Furlan, starebbero raccogliendo elementi in merito all`operazione societaria che ha portato Telecom al controllo della società editoriale Seat Pagine Gialle e alla fusione fra la stessa Seat e Tin.it.
In un comunicato il Codacons ha annunciato di volersi costituire parte civile nel procedimento che la Procura di Torino ha avviato sui bilanci di Telecom Italia e sulla fusione Seat-Tin.It. «Il fine – annuncia l?associazione dei consumatori – è difendere i piccoli azionisti».

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