18 Ottobre 2001

Il caso Sgl

Il caso Sgl. Il Gup Alessandra Panichi ha accolto anche la richiesta di tre associazioni ambientalistiche cittadine
Le parti civili ammesse sono 37


Si tratta dei familiari di alcuni operai della Carbon morti per tumore
Sono 37 le persone costituitesi parte civile ammesse dal Gup del Tribunale di Ascoli, Alessandra Panichi, nei confronti di alcuni dirigenti della Sgl Carbon. Tra queste figurano tre associazioni: Legambiente, Codacons e Verde-ambiente e società. Le altre 34 sono congiunti di persone morte per malattie che, secondo la Procura, sarebbero insorte in conseguenza dell?attività lavorativa delle stesse all?interno dello stabilimento ascolano. Sono dodici i decessi sui quali indaga il sostituto procuratore Umberto Monti. Nella vicenda processuale entra anche un tredicesimo caso: un operaio ammalato, ma ancora in vita. Malattie mortali che secondo i giudici sarebbero in relazione con l`emissione di Ipa e altre sostanze potenzialmente pericolose della Sgl. Il Gup ha ammesso le parti civili riguardanti casi di morte per tumori alla vescica, alla pelle ed ai polmoni. Escluse quelle per tumori allo stomaco e leucemie. Una decisione dovuta al fatto che il Gup ha deliberato in base a studi “datati“ che escludevano la connessione fra queste morti e gli Ipa: ulteriori e più attuali verifiche scientifiche avrebbero invece testimoniato che gli Ipa sono cancerogeni anche per lo stomaco e possono provocare leucemie.

A questo punto, quindi, il procuratore Monti ha davanti due strade. La prima è aprire un nuovo fascicolo per questi casi. La seconda è farli rientrare in questo stesso dibattimento: basta infatti che nel corso della prosecuzione dell?udienza preliminare venga prodotta la opportuna documentazione che testimoni l?incidenza degli Ipa in questo tipo di malattie e che il pubblico ministero modifichi quindi il capo d?imputazione. Se ne saprà di più nel corso della prosecuzione dell?udienza fissata per il 30 ottobre quando il Gup deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio. Indagati per omicidio colposo sono sette dirigenti della Sgl Carbon: Bruno Toniolo, Paolo Bonell, Umberto Stievano, Ferdinando Giordani, Giuseppe Mascetti, Lohengrin Celani, Renato Giovannini. I primi sei sono stati direttori generali e direttori dello stabilimento ascolano in varie epoche; Giovannini è imputato quale responsabile del settore ecologia-ambiente-sicurezza. Secondo l`accusa, nelle rispettive funzioni, avrebbero omesso di adottare tutti gli accorgimenti atti a ridurre la diffusione di polveri carboniose, fumi ed emissioni di gas e vapori contenenti Ipa in diverse fasi e momenti del ciclo produttivo ed in numerose postazioni all`interno dello stabilimento stesso. Tra le accuse anche non aver curato la pulizia, omesso di informare adeguatamente gli operai dei rischi specifici da inalazioni e non aver fornito opportuni mezzi personali di protezione. Soddisfazione è stata espressa delle tre associazioni ambientaliste di cui è stata ammessa la parte civile in quanto «è stato riconosciuto che nel concetto di tutela dell?ambiente è compreso anche il rispetto delle norme ambientali nei posti di lavoro».

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