13 Febbraio 2007

Il caso semafori approda in consiglio communale ed è bufera

Il caso semafori approda in consiglio communale ed è bufera. Cartelli e striscioni di protesta e centrodestra che torna a chiedere le dimissioni dell`assessore alla Moblità, Antonello Chianella “per la gravissima situazione nei confronti di migliaia di famiglie perugine, derivata dall`installazione di macchine fotografiche in dodici intersezioni“. “No ai semafori intelligenti, sì ad un sindaco differente“, “Sindaco vattene“, “Vogliamo un assessore alla mobilità con vere capacità“: queste alcune della frasi scritte sui striscioni. Su Corso Vannucci campeggiava uno striscione: “Si sperimentazione,T-Red, no repressione“. I manifestanti ma sono stati obbligati a lasciare fuori gli striscioni, i gruppi hanno litigato su tutto. La mezza sorpresa arriva quasi all`ora di cena. Nella selva di ordini del giorno (sei, quattro del centrodestra) la maggioranza di centrosinistra chiede un corposo maquillage all`operazione T-red. Dalla soglia di tolleranza sul giallo per cui Chianella ha chiesto lumi al ministero dei Trasparti, ad un taglio degli incrici coperti dal T-Red fino alla realizzazione di nuove rotatorie e ad rilanciod ella campagna informativa. I consiglieri del centrodestra, nei loro interventi, hanno inoltre criticato la mancanza di un periodo di sperimentazione adeguato e la delega a società esterne “incentivate da provvigioni su ogni multa“. Ieri mattina intanto c`è stato un faccia a faccia tra consumatori e assessore Chianella. Erano presenti Adiconsum, Federconsumatori, Codacons ed Acu con Chianella anche il Mobility manager Leonardo Naldini. “Ci aspettavamo risposte che non sono venute“ spiega Alessandro Petruzzi di Federconsumatori.

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