13 Aprile 2010

Il caso “revolving” arriva in Parlamento

Finisce nelle aule parlamentari il caso delle carte revolving che, dopo le indagini della magistratura, sono state bloccate dalla Banca d’ Italia. Ad annunciarlo a F&M è il senatore dell’ Italia dei valori, Elio Lannutti, che oggi presenterà una interpellanza parlamentare al governo e, in particolare al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, per chiedere «interventi mirati ad evitare il ripetersi di nuovi casi». Con lo stop di Amex, la carta dell’ American Express (bloccata per irregolarità e carenze rispetto alla normativa di contrasto al riciclaggio e alla normativa contro l’ usura), di Diners e Fiditalia (gruppo Société Générale) da parte della Banca d’ Italia «sono emersi tutti i mali che i consumatori denunciano da anni», spiega Lannutti. Ragion per cui, le associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef e Federconsumatori) hanno annunciato una class action a tutela delle vittime dei tassi usurari, chiedono l’ intervento di Antitrust e governo e controlli più rigidi da parte di Via Nazionale. E se Palazzo Koch assicura che i riflettori «sono accesi da tempo sul settore delle carte revolving», e che il lavoro è fatto in stretto contatto con le procure, l’ Adusbef denuncia comunque «forti ritardi» non solo da parte dei player sotto accusa, ma anche degli «arbitri». In particolare, proprio riguardo a Fiditalia, l’ associazione dei consumatori punta l’ indice sulla Coincard. «Una revolving co-branded venduta alle casse come fosse una maglietta e che l’ Antitrust ha punito con una multa per complessivi 220mila euro a danno sia della Coin che di Fiditalia» e su cui l’ Adusbef chiama «il governatore Mario Draghi a stringere i controlli della vigilanza dell’ istituto di Via Nazionale». Un invito rivolto alla stessa Antitrust per un esame di tutte le società che emettono carte di credito, un campo dove fioccano pubblicità ingannevoli, clausole vessatorie e offerte poco trasparenti. Ma l’ Autorità guidata da Catricalà sembra non avere nulla da rimproverarsi. «Sulle revolving – ha già spiegato il presidente – abbiamo già aperto e chiuso sette istruttorie, condannando una quindicina di aziende tra punti vendita e finanziarie». Da Federconsumatori arriva anche l’ invito al governo a riprendere i lavori della Commissione Pinza. «Non si è più riunita – afferma il presidente Trefiletti – eppure era uno strumento utile perché faceva sedere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del processo, vigilanza, banche, finanziarie, consumatori e ministro».

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