Il caso Promoter indagata per truffa Affollata assemblea di Codacons
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fonte:
- Gazzetta di Parma
presente un centinaio di investitori, non solo fidentini. l’ avvocato barbieri: «importante sporgere denuncia al più presto»
Era affollato, ieri pomeriggio, l’ auditorium di Of Orso line per l’ incontro promosso da Codacons per spiegare ai clienti di San Paolo Invest che temono di avere subito danni dall’ operato della promotrice finanziaria fidentina irreperibile e indagata per truffa dalla procura di Parma – qual è la strada migliore da seguire per recuperare le eventuali perdite subite. Un centinaio di investitori, non solo fidentini ma arrivati anche dai comuni limitrofi, che hanno voluto sapere esattamente come muoversi. E’ stato l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente di Codacons Emilia Romagna, a spiegare ai numerosi intervenuti il da farsi. Fra gli intervenuti anche il sindaco Andrea Massa ri. «Il Codacons, forte della sua esperienza maturata in casi di promotori finanziari infedeli che hanno danneggiato cen tinaia di clienti a cui l’ associazione è riuscita a far rimborsare le somme sottratte o falsamente rendicontate, come nel caso di Mediolanum – ha spiegato Barbieri – si mette a disposizione di tutti i clienti di San Paolo Invest che temono di aver subito dei danni dall’ operato della promoter fidentina. Nel caso di Mediolanum sono riuscito a fare risarcire ben 140 famiglie. Adesso si tratta di capire bene cosa sia successo, prima di puntare il dito contro la consulente finanziaria: se si tratti di conti gonfiati, di appropriazione indebita, insomma cosa sia avvenuto veramente. Comunque se le è stato revocato dal gruppo bancario il mandato a operare qualcosa deve essere successo». L’ avvocato Barbieri ha quindi spiegato che la banca, comunque, non può sottrarsi dall’ obbligo di risarcire gli investitori danneggiati. Non solo quindi il risarcimento dei risparmi investiti, ma anche degli interessi maturati. Se subentrasse anche la truffa, oltre al danno patrimoniale subentrerebbe anche quello morale. Barbieri ha quindi consigliato gli investitori di sporgere querela da un avvocato di fiducia o da qualsiasi legale che si intende scegliere, in quanto, in questi casi, occorre una deposizione molto precisa di quanto accaduto, in ogni singolo caso. Fondamentale dunque la collaborazione fra cliente e avvocato. «E soprattutto i tempi devono essere rapidi – ha spiegato l’ avvocato di Coda cons – per cercare di risolvere la situazione, evitando un processo e arrivare a un accordo fra cliente e banca. E’ sempre meglio un accordo fra le controparti che una sentenza». Quindi Barbieri ha chiesto ai presenti se risultano loro somme mancanti. La maggiore parte ha risposto che la promoter avrebbe promesso interessi superiori a quelli reali e mai versati, mentre qualcuno avrebbe anche appurato somme mancanti. E sarebbe arrivata a domicilio dei clienti anche documentazione diversa da quella che era stata decisa. L’ avvocato ha concluso rivolgendosi a tutti coloro che hanno trovato delle differenze tra le rendicontazioni loro consegnate dalla promotrice scomparsa e quelle reali di San Paolo Invest, di non rilasciare alcuna dichiarazione ai funzionari e agli ispettori interni della banca, perché in passato tutte le volte in cui ciò è accaduto anche in altre banche tali dichiarazioni, fatte in buona fede dai risparmiatori, si sono sempre ritorte contro di loro, così come si consiglia di non dare alcun documento alla banca se non dopo averlo fatto visionare ad un legale privato o dai legali del Coda cons. r.c.
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