25 Luglio 2015

Il “caso” Pompei: scavi chiusi per assemblea

Il “caso” Pompei: scavi chiusi per assemblea
franceschini: è stato provocato un danno incalcolabile.

Rosa Benigno Nando Piantadosi POMPEI Gli Scavi di Pompei, uno dei siti archeologici più visitati al mondo, di nuovo sotto i riflettori per episodi negativi, stavolta per un’ assemblea sindacale “a sorpresa” che ha lasciato fuori i turisti. Ne hanno pagato le conseguenze in duemila sotto il sole davanti agli ingressi chiusi per un’ assemblea indetta da alcuni sindacati. Così, nel clima arroventato, l’ attesa ai cancelli è stata una prova di sopravvivenza soprattutto per anziani e bambini. Ma più di tutti erano infuriati i tour operator che non avevano come spiegare ai loro gruppi il “disservizio infernale” che stavano subendo. A risolvere il problema ci ha pensato il sovrintendente Massimo Osanna che, di persona, ha aperto i cancelli. La protesta dei custodi è stata «un danno incalcolabile» secondo il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini. Un’ azione dettata, rileva qualcuno, dalla necessità di ristabilire il peso della contrattazione sindacale dopo la figuraccia di giovedì, quando, malgrado l’ agitazione proclamata per tenere chiusi i cancelli, ilsoprintendente è riuscito a neutralizzare i sindacati contrattando, con i dipendenti di Ales, 12 giovani assunti a tempo determinato dalla società in house del Mibac, la garanzia della custodia. È la seconda volta che Osanna apre in contemporanea con un’ assemblea sindacale che avrebbe dovuto paralizzare gli scavi: ieri è ricorso addirittura all’ aiuto dei funzionari archeologi. Ma l’ emergenza è stata risolta solo alle 10,30, I tuoi cari ti ricordano con infinito amore. Sei sempre nei nostri cuori. Il marito, i figli, le nuore e i nipoti. perché i sindacati avevano assicurato il rinvio dell’ assemblea. Così non è stato ed è scattato il caos. Franceschini accusa i sindacati di avere «vanificato quei risultati straordinari raggiunti nell’ ultimo anno che hanno rilanciato l’ immagine di Pompei nel mondo. Non è possibile organizzare assemblee a sorpresa», ha detto il ministro secondo il quale «chi fa così, fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa del male al proprio Paese». Sul banco d’ accusa, i rappresentanti di FpCisl, Filp e Unsa rilanciano con una protesta “al contrario”: «D’ ora in poi – dice Antonio Pepe – lavoreremo di più. Siamo disposti ad aprire più domus e a effettuare aperture notturne, a costi più bassi della Scabec. Vediamo se così il ministro vorrà ascoltarci». E il Codacons annuncia un esposto in Procura e uno alla Corte dei Conti, per «interruzione di pubblico servizio».

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