20 aprile 2018

Il caso GoInSardinia dal gup I difensori: processo a Livorno

SANTA TERESA Il caso Go InSardinia è approdato ieri davanti al gup del tribunale di Tempio, chiamato a decidere sul rinvio a giudizio richiesto dalla Procura, per Gian Paolo Scano, di Santa Teresa di Gallura, presidente dell’ ex compagnia di navigazione sarda (dichiarata fallita nel giugno 2015) e per l’ armatore greco Yannis Vardinoyannis, titolare della compagnia greca Anek Lines e proprietario del traghetto El Venizelos, noleggiato da GoInSardinia e utilizzato nei collegamenti Olbia – Livorno nell’ estate 2014. I due, in concorso tra loro, devono rispondere di interruzione di pubblico servizio: questa l’ accusa formulata nei loro confronti dalla Procura di Tempio. Ma in apertura di udienza, i difensori di Gian Paolo Scano, l’ avvocato Tomaso Masu, e dell’ armatore greco, hanno sollevato l’ incompetenza per territorio, essendo i fatti contestati accaduti nel porto di Livorno. Da lì, la nave aveva fatto rientro in Grecia. Il processo potrebbe quindi essere spostato al tribunale di Livorno. Il giudice dell’ udienza preliminare Andrea Pastori si è riservato. Il pubblico ministero Laura Bassani si è rimesso alla decisione del giudice. La vicenda processuale riguarda l’ interruzione di pubblico servizio che si era verificata per il ritiro della nave della Anek Lines dalla tratta Olbia Livorno, una defezione che aveva portato enormi disagi a oltre 25 mila passeggeri rimasti a terra senza biglietto durante il controesodo dell’ estate del 2014. Secondo l’ accusa, i due armatori «nelle rispettive qualità, dopo aver rilasciato centinaia di biglietti per la tratta Olbia-Livorno e incassato i relativi compensi, interrompevano il servizio di pubblica necessità di trasporto passeggeri e veicoli motorizzati, in piena stagione estiva, così cagionando gravissimo disagio al pubblico». Il caso era scoppiato nell’ agosto del 2014, in piena stagione turistica, quando il presidente della società GoInSardinia Gianpaolo Scano inviò una lettera alle massime autorità istituzionali della Regione e del Governo italiano annunciando l’ impossibilità, per motivi di natura economica, di garantire le tratte Olbia-Livorno e viceversa del traghetto noleggiato dalla compagnia greca Anek Lines. In contemporanea l’ armatore Yannis Vardinoyannis, ordinò al comandante della nave di lasciare il porto di Livorno e fare rientro in Grecia. Così migliaia di passeggeri che avevano già pagato il biglietto per il rientro o per raggiungere la Sardegna per le vacanze furono costretti a pagare un nuovo passaggio alle compagnia Moby e Tirrenia, in una mega operazione di rientro coordinata dalla direzione marittima olbiese. La vicenda diede vita (oltre a una class action avviata dal Codacons) a una indagine penale da parte della Procura di Tempio, chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio per Scano e Vardinoyannis.
tiziana simula