Il caso di Radio Vaticana torna in tribunale
-
fonte:
- Il Nuovo.it
L`udienza si terrà domani. L`accusa di cui dovranno rispondere tre dirigenti dell`emittente della Santa Sede è “getto pericoloso di cose“. La difesa si appellerà all`extraterritorialità.
di Ba. Ac.
ROMA – Interferenze che si insinuano nei citofoni. Onde elettromagnetiche che all`improvviso mettono in funzione gli elettrodomestici. Da anni gli abitanti di Cesano puntano il dito contro le antenne di Radio Vaticana. E domani il caso tornerà nell`aula di un tribunale. “Getto pericoloso di cose“. E` questa l`accusa formulata dal pubblico ministero Gianfranco Amendola nei confronti di tre dirigenti dell`emittente della Santa Sede: il direttore generale padre Pasquale Borgomeo, il presidente del comitato di gestione padre Roberto Tucci e il vice direttore della gestione tecnica, Costantino Pacifici.
Si tratta, in realtà, della seconda tappa di un processo che sarebbe dovuto iniziare il 12 marzo. La prima udienza, però, fu subito rinviata perché il guidice rilevò un difetto di forma nella citazione a guidizio. Dalla parte dell`accusa c`è il comitato di Roma Nord, singole famiglie e associazioni come i Verdi ambiente e società e il Codacons. Cercheranno di dimostrare che le emissioni dei tralicci di Radio Vaticana, installati a Santa Maria di galeria a pochi passi dalle loro abitazioni, hanno una potenza fuori dalla norma che provoca disturbi alla vita degli abitanti della zona
La difesa punterà tutto, invece, sul concetto di extraterritorialità. Perchè i tre dirigenti sono dipendenti della Santa Sede e, in base ai Patti lateranensi e agli accordi tra il nostro Paese e Santa Sede, non sono sottoposti alla giurisprudenza italiana. E questo è il nodo che domani il giudice monocratico della prima sezione dovrà sciogliere.
I cittadini, però, non rinunciano ad attaccare Radio Vaticana e a sostenere che, nonostante il piano di rientro partito il primo settembre, le emissioni continuano a essere oltre il limite dei sei volt metro fissati dalla legge italiana. Una questione che si lega a doppio filo con un`altra battaglia degli abitanti di Cesano: l`eccessiva potenza di quei tralicci, secondo loro, è la causa dell`aumento dei casi di leucemia che si sono verificati nella zona. Una connessione confutata da una relazone stilata da un gruppo di esperti del ministero della Sanità. Ma anche un`ipotesi di reato a cui lo stesso Gianfranco Amendola sta lavorando in base alle denunce di alcuni cittadini.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ELETTROSMOG
