8 Settembre 2009

Il caso di Camillo Valentini come quello di Enzo Tortora

ROCCARASO – "Il caso di Camillo Valentini come quello di Enzo Tortora". Due personaggi pubblici, due arresti di risonanza mediatica. Inizia con queste affermazioni dell’avvocato romano, Michele Lioi, la conferenza stampa di commemorazione del sindaco Valentini, morto in carcere il 16 agosto del 2004, al cui nome è stata chiesta l’intitolazione di una scuola.  A distanza di cinque anni, tra indagini, processi e intercettazioni telefoniche, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, fa il punto della situazione in un disegno ben preciso, mentre il pubblico ascolta senza fiatare. «Tutte le accuse rivolte a Valentini, sono cadute. Denunce finite con una serie continua di archiviazioni a carico degli indagati e costi immensi per lo Stato e per i contribuenti italiani». Dichiara Rienzi, tirando in ballo l’ex palazzina Edilmonte, della quale risultano proprietarie circa trenta famiglie e dichiarata del Consiglio di Stato, inagibile. Rienzi, annuncia che assistito da esperti provenienti da tutta l’Italia e in base a una relazione del Corpo Forestale dello Stato, sarà chiesto il risarcimento per danno ambientale dell’importo di circa 10 milioni di euro. La somma sarà devoluta interamente alla cittadina roccolana. «Noi vigileremo per il bene della collettività su chi vorrebbe avallare la situazione Edilmonte. Camillo Valentini era una persona innocente che non avrebbe mai smesso di lottare». Continua Carlo Rienzi. «Inizialmente si parlava di tangenti- replica il legale Lioi che fa parte del collegio difensivo- ma finalmente si sono chiuse le indagini in tutti i procedimenti delle varie Procure di Trento, Roma, Sulmona e in nessuno dei fascicoli veniva identificata la parola tangenti. Dalle indagini bancarie anche all’estero, è risultato che lui non ha mai chiesto o avuto denaro. In merito all’edificio dichiarato inagibile, Valentini, qualche settimana prima dell’arresto mi telefonò dicendomi che doveva andare a Roma poiché gli era stato chiesto da una persona abruzzese, di sbloccare la situazione del palazzo». Nel calderone giudiziario, Lioi sottolinea anche la richiesta di archiviazione da parte del Tribunale dell’Aquila, in merito alla vicenda dello Snow Shuttle, con accuse che si riferivano a condotte che tendevano a indirizzare con modalità "illecite" le linee programmatiche della Regione circa la realizzazione di lavori pubblici in ambito del programma operativo dei lavori della Coppa del Mondo di sci che doveva partire con la prima gara, nel 2007. «Vicenda ritenuta dal gip aquilano, totalmente fantasiosa e priva di riscontri». Afferma il legale. Giovanni Valentini, fratello dell’ex sindaco, in occasione della conferenza stampa ha riaperto la tesi ufficiale sulla causa della morte, dichiarando: «Ho visto mio fratello il giorno dell’arresto a Francavilla al Mare, quando gli consegnarono l’ordinanza di custodia cautelare. Lui mi disse è tutta carta straccia, dalla agli avvocati. Non credo al suicidio di mio fratello. Aveva le costole rotte e tutto il corpo tumefatto. Non dico che l’hanno ammazzato, però lui non si è ucciso».

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