11 Settembre 2010

Il Casinò taglia i soldi al Comune Freno sulla nuova sede a Tessera

VENEZIA- Ancora un anno di «generosità», poi tra Casinò e Comune scatterà una sorta di moratoria: tre anni in cui i cordoni della borsa, o meglio della cassaforte di Ca’ Farsetti saranno tirati al massimo. E’ la cura d’ urto dell’ amministratore delegato Vittorio Ravà che giovedì ha presentato al cda il piano industriale: due ore di seduta, cento slide proiettate e alla fine il voto è stato rinviato a martedì. Tra le misure che saranno adottate per far quadrare i conti ci sono anche il taglio netto alle sponsorizzazioni, la riduzione del costo del personale (oggi di 60 milioni di euro) e il restyling di Ca’ Noghera, mettendo da parte la realizzazione della nuova sede a Tessera. Foto Vision) A cielo aperto Il cantiere del Palacinema: «una voragine aberrante e contaminata di amianto», secondo il Codacons ( L’ ad è partito dai numeri: a fine anno il Casinò dovrebbe raggiungere un fatturato 170 milioni da cui dovrà sottrarre i 93,5 milioni destinati al Comune e i costi fissi, che tra personale e altre spese quasi raggiungono i 100 milioni. Risultato, il Casinò andrà sotto di una ventina di milioni. Serve correre ai ripari e Vittorio Ravà ha presentato il suo piano per riportare il bilancio in equilibrio, a cominciare dalla convenzione con il Comune che sarà rivista. Nel concreto la cifra versata scenderà nel 2012 ad 80 milioni di euro, per poi risalire di cinque o sei milioni nei due anni successivi. C’ è poi il costo del personale, che ha raggiunto i 60milioni di euro e che occorre razionalizzare. L’ amministratore ha presentato una piattaforma da sottoporre ai sindacati, chiarendo in premessa di non avere intenzione di arrivare allo scontro: e dunque niente tagli agli stipendi, ma modifiche agli aspetti normativi del contratto, facendo leva su prepensionamenti, una maggiore elasticità negli orari e negli spostamenti di sede, eliminazione di qualche privilegio. Infine le sponsorizzazioni saranno ridotte all’ osso: dovrebbero salvarsi le realtà sportive più importanti (calcio, basket, rugby) mentre per quelle minori dovrebbe pensarci il Comune che per questo potrebbe ricevere dal Casinò circa un milione di euro. Ovviamente si punta in parallelo ad aumentare gli incassi, promuovendo a tutto spiano la Casa da gioco: già un assaggio si è avuto con le pubblicità delle ultime settimane, ma anche con iniziative che mirano ad attrarre nuovi clienti, come le «porte aperte» a Ca’ Vendramin Calergi e la serata dedicata a «Miss China» in omaggio alla clientela dagli occhi a mandorla, che è il 40% dei clienti di Ca’ Noghera. A proposito della sede di terraferma: Ravà ha accantonato l’ ipotesi del nuovo casinò, e punta al «piano B», ovvero al restyling e all’ ampliamento dell’ attuale sede. Di tutto questo si riparlerà martedì, quando il piano sarà sottoposto al voto del cda rinviato per dare modo ai consiglieri di studiare il piano industriale e perché per deliberare il consiglio deve essere composto da cinque membri come sta statuto. Ecco che già alla prossima riunione sarà sostituito Alessandro Danesin, passato al collegio sindacale. Entro martedì sarà dunque nominato il quinto membro e si fanno i nomi di Sandro Parenzo e di Ennio Fortuna, con il primo favorito, anche perché da tempo candidato a succedere all’ attuale presidente Mauro Pizzigati, che potrebbe lasciare prima del tempo per non chiudere il terzo anno consecutivo il bilancio in rosso. Una norma infatti «punisce» gli amministratori protagonisti di performance negative, vietando loro di ricoprire incarichi nei cda pubblici per i 5 anni successivi.

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