fbpx
10 Gennaio 2019

Il cartello dell’ auto per spennare i clienti

l’ antitrust ha imposto sanzioni per 678 milioni di euro dopo aver accertato che quasi tutte le finanziarie dei marchi principali agivano in combutta per definire i tassi per l’ acquisto a rate delle vetture. la multa più alta va al gruppo fiat chrysler
chiara mericoSono accusate di aver messo in piedi un vero cartello, che per 14 anni avrebbe condizionato il mercato delle auto vendute tramite finanziamenti. Per questo motivo l’ Antitrust ha inflitto una multa totale da 678 milioni di euro a un nutrito gruppo di case automobilistiche e società finanziarie, tra le quali, secondo l’ Authority, tra il 2003 e il 2017 era stata realizzata «un’ intesa restrittiva della concorrenza» con lo scopo di «alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive bank». Si tratta di istituti creati da grandi aziende – quasi sempre del settore automobilistico – proprio allo scopo di fornire servizi finanziari finalizzati all’ acquisto di auto. Le captive bank, nota la stessa Antitrust, «collocano in via quasi esclusiva prodotti finanziari legati alla vendita delle auto del gruppo industriale di appartenenza», generando grazie a questa attività almeno il 95% del proprio fatturato.L’ indagine Antitrust ha riguardato «le principali captive bank e i relativi gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari». Nei loro riguardi l’ Authority aveva avviato un’ istruttoria «a seguito della presentazione di una domanda di clemenza da parte delle società Daimler Ag e Mercedes Benz financial services Italia». Dall’ indagine, conclusa lo scorso 20 dicembre, è emersa l’ esistenza di «un’ intesa unica, continuata e complessa», che aveva «a oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri». In particolare, le società si sarebbero scambiate, «nel periodo compreso per lo meno tra giugno 2003 e aprile 2017», informazioni riservate sulle «condizioni contrattuali ed economiche applicate da ciascun concorrente» per i finanziamenti, ponendo così in essere «un cartello segreto finalizzato a ridurre e/o eliminare l’ incertezza in merito alla determinazione delle politiche commerciali delle parti», ed evitando così «il dispiegarsi di dinamiche concorrenziali». In considerazione della gravità e della durata dell’ infrazione, alle società coinvolte sono state inflitte multe per un totale di circa 678 milioni di euro. Nei confronti di Daimler e Mercedes Benz financial services, che avevano presentato la domanda di clemenza, l’ Antitrust ha «riconosciuto il beneficio dell’ immunità totale»: le due società hanno così «evitato l’ imposizione di una sanzione superiore a 60 milioni di euro». La multa più pesante è toccata a Fca Bank, controllata pariteticamente da Fca Italy e da Credit agricole consumer finance, che dovrà pagare quasi 179 milioni di euro. Seguono Volkswagen e Volkswagen bank con 163 milioni; Renault Rci banque con 125,1 milioni, Bmw e Bmw bank con 71,6 milioni; Daimler Mercedes financial services con 61,1 milioni (abbuonati), Tmc/Tfs con 43,3 milioni, Ford motor company e Fce bank con 41,5 milioni; Banque Psa finance con 38,5 milioni, Gm company Gmf con 10 milioni e Banca Psa Italia con circa 6 milioni di euro. Le associazioni di categoria Assofin – associazione italiana del credito al consumo e immobiliare – e Assilea – associazione italiana leasing sono state multate rispettivamente per 95.725 euro e 11.694 euro; secondo l’ indagine le informazioni sarebbero state scambiate anche «per il tramite degli organi associativi, anche al fine di far apparire uno scambio di informazioni sensibili – della cui illiceità le parti erano divenute consapevoli – come il normale svolgimento dell’ attività istituzionale delle associazioni di categoria». Secca la replica di Assofin, che si è detta «estranea a qualsiasi intesa restrittiva della concorrenza» e annunciando ricorso al Tar contro il provvedimento dell’ Antitrust. Di ben altro tenore i commenti delle associazioni dei consumatori, con il Codacons che definisce la sanzione «giusta» e chiede anche la restituzione dei soldi agli utenti che hanno acquistato la propria vettura a rate attraverso le società sanzionate nel periodo considerato.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox