Il Carspac si è spaccato
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fonte:
- La Nuova Ferrara
L’adesione al Codacons ha diviso i soci ARGENTA Il crac Costruttori ARGENTA. Carspac addio. Addio a quell’unione che fa la forza, da 5 anni a questa parte la vera energia dirompente del comitato, sorto per stare a fianco dei soci caduti nel crac Coopcostruttori. Il Carspac si è spaccato. Una spaccatura dolorosa. Una divisione emersa con tutta la sua violenza e con i toni del dissenso più aperto giovedì sera, all’assemblea tenuta alla sala Giardino di fronte a un pubblico di soci tanto numeroso che più d’uno è rimasto in piedi. Un’assemblea voluta dal coordinamento del Carspac all’indomani della decisione di mettersi nelle mani del Codacons. In sostanza, dopo 5 anni e constatati i risultati, i soci hanno intenzione di mettere da parte (ma senza abbandonarlo) l’interessamento della politica e delle istituzione per affidarsi all’associazione dei consumatori. Un passo che ha generato le dimissioni del portavoce Valerio Cellini; una manovra che ha spaccato a metà il Carspac e l’assemblea di giovedì sera. Una riunione con diversi punti all’ordine del giorno, ma che di fatto si è sviluppata solamente su questa questione: aderire o no al Codacons. Accettare o meno la disponibilità dell’associazione di mettersi a fianco di ogni socio per inviare una raccomandata che eviti la prescrizione. Avere cioè in mano una possibilità per un’eventuale rivalsa sotto l’aspetto (per ora) civilistico contro potenziali responsabili di questo devastante crac della cooperativa guidata da Giovanni Donigaglia. "Una raccomandata – come ha più volte ripetuto l’avvocato Alessandra Deyla, del Codacons di Bologna – per ogni singolo socio che non è un atto d’accusa. Che non è un’aggressione, ma una tutela e tanto meno un dispetto alla Legacoop". Ma su questo fronte, i "dissidenti" con a capo Cellini e gli "alfieri" Giuseppe Guerra e Settimio Coatti – l’altra sera seduti in prima fila fra il pubblico e non al tavolo del "nuovo" Carspac – non sono d’accordo. Per loro, e una signora, la lettera che potrebbe partire entro il 2 di luglio per allungare di altri cinque anni i termini della prescrizione è un documento pericoloso, che potrebbe scatenare le ire della Lega. Che potrebbe far saltare le due ultime tranche: quella che doveva arrivare entro la primavera di quest’anno, ed è già in ritardo, e l’altra entro la primavera 2009. Due date che, sia per l’avvocato del Codacons che per altri, coincidono stranamente con i termini della prescrizione (2 luglio 2008) e il cambio al vertice della Legacoop regionale (estate 2009). Il rischio, cioè, che il sostituto di Paolo Cattabiani non continui sulla stessa strada, facendo così cadere ogni possibilità che la solidarietà cooperativa si fermi lì, attorno al 40-50%, senza alcuna speranza per un "terzo tempo". Di tutt’altro parere il coordinatore della serata, Tiziano Bolognesi, che, dopo aver ripercorso brevemente le tappe degli incontri, dove i suggerimenti alla Lega non sono stati ascoltati, tanto da dare risultati insufficienti, "il Carspac ha deciso di andare col Codacons – ha spiegato, precisando di essere portavoce solo per una serata – per evitare di rimanere spettatori. Se non facciamo niente oggi possiamo avere rimorsi domani, quindi serve un percorso di nuova chiarezza per mantenere i diritti, senza però firmare una delega in bianco. Ottenere cioè il maggior risultato nel minor tempo". Ricordato poi don Tullo, è spettato all’avvocato Alessandra Deyla spiegare il percorso. I contenuti della raccomandata, la disponibilità del Codacons a patto che, una persona per nucleo familiare, diventi socia Codacons con 40 euro: "La raccomandata – ha precisato – non è un patto di sangue e non si chiude la porta in faccia alla lega". è bastato però che l’avvocato evidenziasse potenziali negligenze della Lega per non aver svolto la vigilanza sui bilanci Costruttori che è stata violentemente (a parole) interrotta da Settimio Coatti. L’ha redarguita, dicendole che non poteva permettersi di parlare male della Lega e della cooperazione, perchè ha fatto comunque del bene e ha aiutato i soci. Un’interruzione che ha generato un forte disappunto fra la maggior parte dei presenti, tant’è che, successivamente, quando Coatti ha precisato la sua linea, quella cioè di proseguire nel dialogo con la Lega e di lasciar perdere il Codacons altrimenti addio al 15%, ebbene, dai soci gli è piovuta addosso la contestazione, tanto da zittirlo. Ed era solo l’inizio di una serata infuocata.
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