14 Marzo 2012

Il carrello della spesa scotta

Il carrello della spesa scotta Trasporti, alimentari e abitazione spingono l’ inflazione A febbraio +3,3%. Volano i beni a maggior frequenza: +4,5%

DA ROMA BRUNO MASTRAGOSTINO T rasporti, abitazione e prodotti alimentari mettono a ferro e fuoco l’ inflazione che, complici anche diverse tra le restanti voci del paniere, in un solo mese fa un balzo dello 0,4%. Volano dunque le principali spese delle famiglie italiane, che infatti, a fronte di una crescita media annua dei prezzi del 3,3%, contro il 3,2% di gennaio, vedono crescere il cosiddetto carrello della spesa addirittura del 4,5% sempre su base annua: è la maggior impennata dall’ ottobre del 2008, spiegano i tecnici dell’ Istat, che ieri hanno presentato la consueta indagine sul costo della vita da cui emerge che questo indice registra un’ impennata dello 0,7%. E in questo mese troppe cose hanno influito negativamente sull’ andamento dell’ inflazione. Non è difatti bastato il gelo che, tra gli altri fattori, ha spinto in alto il prezzo dei prodotti freschi, anche gli autotrasportatori con lo sciopero hanno fatto la loro parte. Basti comunque dire che i prodotti vegetali freschi, largamente trasportati su gomma, tra gennaio e febbraio sono cresciuti dell’ 8,7% mentre in generale i prodotti alimentari sono saliti dello 0,8% in un mese e del 2,8% in un anno. Molto. Ma niente a confronto delle voci relative all’ abitazione o ai trasporti lievitati rispettivamente del 7,2 e del 7,5%. I prezzi di questi ultimi tra gennaio e febbraio sono aumentati dello 0,9% soprattutto per colpa, come sanno tutti gli automobilisti, di benzina e gasolio ormai alle soglie dei due euro al litro: i due derivati dell’ oro nero sono saliti del 2% mensile e del 18,6% annuo e dell’ 1,4% mensile e del 25,5% annuo (rispettivamente benzina e gasolio). Vertiginosa pure la crescita del gasolio da riscal- damento, che però incide sul capitolo di spesa relativo all’ abitazione, giunta al 14,4% in un anno con la spinta di un +1,1% in un mese. Tornando ai prodotti alimentari, che i tecnici Istat segnalano in forte aumento soprattutto tra i non lavorati, incrementi di rilievo su base mensile sono stati rilevati nella frutta fresca (+1,4%), nel pesce fresco di mare (+1,9%) e di allevamento (+1%) a cui si aggiungono tra i lavorati la pasta (+0,4%) e il caffè (+0,6%). E visto che i salari sono quasi fermi, il borsellino degli italiani si sta prosciugando. Le associazioni dei consumatori hanno già fatto i conti: gli aumenti del carrello della spesa ci costeranno secondo il Codacons 657 euro per famiglia di quattro persone, mentre Adusbef e Federconsumatori invitano il governo a intervenire con aiuti a ‘redditi fissi e pensionati’. Allarme poi di Federconsumatori per l’ eventuale ‘aumento dell’ Iva’ che avrebbe un pesante impatto sull’ inflazione. Tra i 12 capitoli di spesa, utili per calcolare l’ indice dei prezzi, ce ne sono in ogni caso due che contribuiscono a rallentare la corsa dell’ inflazione: le comunicazioni con -2,4% e le spese per la salute con -0,1%, ambedue a livello annuo. Da segnalare infine lo spread tra le maggiori città italiane dove la corsa dei prezzi va da un minimo del 2,8% di Firenze a un massimo del 5,3% di Potenza. Decisa comunque la crescita anche a Venezia (+4,4%) e L’ Aquila (+4,1%), mentre tra i capoluoghi con i più deboli aumenti ci sono Milano (+3%) e Perugia (+2,9%). © RIPRODUZIONE RISERVATA I conti dei consumatori: 657 euro in più per una famiglia di 4 persone, mentre Adusbef e Federconsumatori invitano il governo a intervenire con aiuti a «redditi fissi e pensionati»

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