24 Febbraio 2010

Il carrello della spesa corre più dell’ inflazione: in un anno sale del 2,5%

ROMA. L’ inflazione a gennaio è salita dell’ 1,3% rispetto allo stesso mese del 2009 e dello 0,1% rispetto a dicembre. M ail dato più preoccupante arriva dal carrello della spesa di tutti i giorni: a gennaio i prezzi dei beni acquistati ad alta frequenza sono aumentati del 2,5% su base annua e dello 0,3% su base mensile. Lo comunica l’ Istat diffondendo i dati definitivi sul tasso di inflazione registrato a gennaio. L’ accelerazione dei prezzi al consumo in Italia a gennaio – spiega l’ Istat – risente delle tensioni sui prezzi dei beni e, in particolare, dei rialzi sui beni energetici. Nel comparto energetico, i prezzi sono aumentati dello 0,9% su base congiunturale, una crescita che riporta il tasso tendenziale di variazione su valori positivi (+0,8% a gennaio, da -2,6% di dicembre). Con riferimento ai capitoli di spesa, gli incrementi su base mensile più rilevanti hanno interessato i prezzi dei trasporti e dei servizi sanitari e spese per la salute (cresciuti entrambi dello 0,5%). Diminuzioni a livello congiunturale si sono registrate per i prezzi delle comunicazioni (-0,7%) e della ricreazione, spettacolo e cultura (-0,4%). Sul piano tendenziale, i maggiori tassi di crescita si sono registrati per il capitolo delle bevande alcoliche e tabacchi (+4,5%) e dei trasporti (+3,7%). Cali si sono invece avuti per il capitolo di spesa relativo ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,6). A gennaio i prezzi dei beni acquistati ad alta frequenza, ovvero quelli della spesa di tutti i giorni, sono aumentati del 2,5% su base annua e dello 0,3% su base mensile. Lo comunica l’ Istat diffondendo i dati definitivi sul tasso di inflazione registrato a gennaio. I prezzi dei beni alimentari mostrano un aumento base tendenziale a gennaio del +0,4%, mentre su base mensile il tasso e rimasto invariato rispetto a dicembre. Il tasso d’ inflazione registrato sui prodotti che si acquistano tutti i giorni a gennaio ha toccato quota 2,5%, «un dato molto allarmante che dimostra lo scostamento tra l’ indice dell’ inflazione (all’ 1,3%, ndr), ed il costo reale della vita». Così il Codacons commenta i dati diffusi ieri dall’ Istat sui prezzi al consumo. L’ associazione torna, inoltre, a contestare il nuovo paniere 2010, perchè – spiega – «non tiene in alcun conto la crisi in atto, infatti è calato il peso dei beni ad alta frequenza di acquisto per antonomasia, come gli alimentari, ed è salito il peso di voci a media o bassa frequenza di acquisto come ricreazione, spettacoli e cultura, o servizi ricettivi e di ristorazione, ai quali si può anche rinunciare quando le cose non vanno per il meglio». Secondo il Codacons, quindi, «il dato dell’ inflazione di gennaio è in realtà sottostimato, per via dei pesi sballati».

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