IL CAROVITA TORNA A SALIRE
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fonte:
- Il Campanile
L?Istat conferma le stime: +0,2% su settembre e +2,2% rispetto a un anno fa
I rilievi definitivi dell?Istat confermano le stime preliminari: ad ottobre la l?inflazione ha segnato un aumento dello 0,2% rispetto a settembre e un incremento del 2,2% rispetto ad ottobre del 2004.
Secondo l?Istituto nazionale di statistica, il maggior sostegno all?andamento dell?inflazione si deve alla crescita dei prezzi dei beni energetici, i cui effetti risultano «parzialmente controbilanciati» dalla dinamica dei prezzi del settore alimentare, che resta moderata «nonostante i segnali di ripresa congiunturale dei prezzi alimentari lavorati». In particolare i prezzi energetici hanno segnato un +2,4% congiunturale e +12,5% tendenziale. La benzina ha segnato un +2% e un +14,5%, mentre per le tariffe elettriche l?incremento è del 2,8% congiunturale e del 9,9% tendenziale. Per il capitolo dei beni alimentari, invece, è da segnalare «un ritmo di crescita al di sotto della media».
I dati definitivi rilevano anche che Aosta è la città nella quale l?incremento del costo della vita è stato più elevato, con un +3,6% tendenziale. Mentre Firenze è quella che ha fatto segnare il minor incremento su base annua, con solo un +1,5%, preceduta dall?Aquila (+1,8%), Milano, Bologna e Cagliari (+1,9% per tutte e tre).
Critici i consumatori dell?Intesa che, commentando i dati sull?inflazione di ottobre, fanno sapere che, grazie all?Istat l?Italia non è più il fanalino di coda in Europa, perchè mentre l?inflazione cresce in tutti i paesi dell?Ue, dove la rappresentazione dell?aumento dei prezzi è reale, «il nostro paese diventa quello più virtuoso, grazie ai miracoli dell?istituto di statistica». Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, si domandano, inoltre, se le rilevazioni sull?inflazione non servano a presentare un?Italia diversa da quella reale, dove la crescita di prezzi e tariffe è sotto controllo e i redditi dei lavoratori crescono più dell?inflazione, «in vista dell?imminente campagna elettorale, che si giocherà proprio su questi temi».
«Dati preoccupanti», invece, è il commento della segretaria confederale della Cgil, Marigia Maulucci, convinta che sarebbe assolutamente «irresponsabile» sottovalutare l?aumento per gli effetti complessivi su un?economia molto fragile, «ma soprattutto per l?ennesimo colpo al potere d?acquisto di lavoratori e pensionati, la cui inflazione, a detta dell?Istat, chiuderebbe l?anno con un tasso più alto di quello generale».
Un intervento sulle tariffe lo chiede l?Ugl, con il vice segretario generale, Renata Polverini. «Se anche l?Istat, – annuncia – si è accorta che il costo della vita è aumentato, è ora che anche il governo intervenga con misure di sostegno ai redditi più bassi e con un blocco delle tariffe sulle quali ha competenza».
Diverso è il discorso della Coldiretti, che fa notare come nei campi si sta assistendo al fenomeno della deflazione con un calo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli del 5,8% rispetto allo scorso anno, una riduzione, secondo l?organizzazione, che non si trasferisce al consumo dove si continua a pagare più o meno gli stessi importi nell?acquisto dei prodotti alimentari.
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