16 Aprile 2005

Il caro-vita pesa sui materani

Un`indagine del Codacons mette in luce come sono cambiate le abitudini dei consumatori con l`introduzione dell`euro Il caro-vita pesa sui materani

Le rinunce riguardano goielli, calzature, viaggi, ristorazione e cinema

MATERA Negli ultimi tre anni sono crollati i consumi ed è aumentato il pessimismo dei cittadini sulla possibilità che il caro-vita possa attenuarsi. Lo si desume da una indagine svolta dal Codacons nelle due province lucane per verificare come sono cambiate le abitudini dei cittadini dall`introduzione dell`euro, cioè dall`1 gennaio 2002 ad oggi. Diventa così più chiaro il perchè molte famiglie, soprattutto quelle che possono contare su redditi medio bassi, non riescano ad arrivare come una volta a fine mese, pur se con qualche sacrificio. Adesso, nonostante i robusti colpi di cinghia dati ai consumi, sono tanti coloro che arrivano stremati alla quarta settimana del mese e non riescono ad andare oltre. Chi può intacca le risorse che faticosamente aveva messo da parte per garantirsi magari una vecchiaia serena, chi, invece, non ha conti ai quali attingere, pur se con parsimonia, non ha trovato di meglio che imboccare la strada dell`acquisto a rate. Oggi compro, domani si vedrà. Il dato più preoccupante in questo ricorso al credito niente affatto meditato e ragionato è che anche la spesa quotidiana fine fatta così nelle grandi catene alimentari, mentre nei negozietti sotto casa è tornato in auge il quadernetto degli acquisti. Uno compra, il negoziante «segna», sperando di essere saldato a fine mese. I dati forniti non sono affatto confortanti, perchè negli ultimi tempi si è registrata una tendenza generalizzata delle persone a spendere meno ed a fare più di qualche sacrificio a causa del crescente aumento dei prezzi. L`indagine ha voluto anche testare quale sarà il comportamento dei lucani nel 2006 se il caro-prezzi dovesse acuirsi. «Ritiene di aver modificato le sue abitudini di acquisto dal 2001 ad oggi?», chiedono le associazioni nel questionario proposto ai consumatori? L`83 per cento ha risposto sì, il 17 no. «In caso di risposta affermativa – è l`altra domanda – le sue abitudini come sono cambiate?»: in meglio, ha risposto il 15 per cento, in peggio l`85 per cento. Si chiede poi quali siano (elencando una serie di categorie) i beni e i servizi a cui si è rinunciato a causa del caro-vita e in quale percentuale. Dalle risposte emerge che gli articoli a cui si è rinunciato di più appartengono ai settori gioielli, calzature, viaggi, libri, ristorazione e cinema. Nel questionario si propone poi questa domanda: «Nei prossimi mesi, i prezzi in Basilicata potranno subire un arresto o una riduzione? Il 75 per cento dei cittadini dice no, il 20 si, il 5 per cento non so. Infine, si chiede: «Qualora la situazione del caro-vita in Basilicata dovesse aggravarsi, per quali dei seguenti settori sarebbe disposto a ridurre gli acquisti nel 2006?». Ecco le risposte: prodotti tecnologici 35 per cento; viaggi 20; ristoranti e alberghi 20; abbigliamento 10; divertimenti e svago (cd, libri, teatro, cinema) 9; altro 6 per cento. E non facciamo in tempo a leccarci le ferite per una situazione del caro-vita già assai pesante, che spuntano altri problemi, questa volta relativi all`aumento della benzina (ci risiamo!) del gas e della corrente elettrica. Per quanto riguarda il gas, le associazioni dei consumatori diffidano le aziende del gas a ribassare l`Iva sulla fornitura per uso domestico al 10 per cento. Il Codacons minaccia un`azione di autoriduzione delle bollette. Il ministero delle Finanze, almeno in un paio di occasioni, si fa presente, ha chiarito che le prestazioni dedotte nei contratti servizio-energia sono soggette all`Iva con applicazione dell`aliquota del 10 per cento se l`energia viene erogata per uso domestico. A ribadire tale considerazione, si rileva, sono anche numerose sentenze dei Giudici di pace, che in tutta Italia hanno dato ragione agli utenti. Anche in Basilicata, invece, le aziende di distribuzione del gas praticano sui contratti per uso domestico e uso riscaldamento, l`aliquota del 20 per cento su tutta la fornitura, addirittura anche nei periodi durante i quali il riscaldamento è spento per legge o per disposizione dei sindaci. Una situazione che, inevitabilmente si ripercuote sulle tasche dei consumatori. Se le società del gas continueranno ad applicare l`Iva al 20 per cento, non si esclude di proporre campagne di autoriduzione delle bollette da parte delle famiglie.


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