Il carovita non frena la sua corsa, spinto da energia e alimentari
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fonte:
- Italia Oggi
Confermando le stime diffuse lo scorso 31 marzo, l`Istat ieri ha confermato: a marzo l`inflazione ha segnato una crescita annua del 3,3% e un rialzo dello 0,5% rispetto al mese di febbraio. I valori più alti registrati dal 1996, quando, a settembre fu segnato un incremento annuo del 3,4%. Nel dettaglio, gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli trasporti (+1,4%), servizi ricettivi e di ristorazione (+0,7%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,6%); variazioni nulle nei capitoli servizi sanitari e spese per la salute e istruzione. Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli trasporti (+5,8%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5,5%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,3%); variazioni tendenziali negative si sono verificate per comunicazioni (-2,1%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%). Passando ai 20 capoluoghi di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell`indice Nic si sono verificati nelle città di Cagliari (+4,2%), Reggio Calabria (+3,9%), L`Aquila, Napoli e Potenza (+3,8% per tutte e tre); quelli più moderati hanno riguardato Trento (+2,5%), Bologna (+2,8%), Venezia, Genova e Firenze (+2,9%). Scendendo nel dettaglio, secondo i dati disaggregati dell`istituto guidato da Luigi Biggeri, il prezzo della benzina verde ha registrato un incremento congiunturale del 2,1% pari a un aumento tendenziale del 12,7%. Il prezzo del gasolio da autotrazione è salito del 4,8% pari a un aumento annuo del 20,2%. I prezzi dei combustibili liquidi sono aumenti del 4,3% congiunturale e del 20,3% tendenziale. A febbraio gli aumenti erano stati del 13,2% per la benzina verde, del 16,9% per il gasolio. E hanno continuato la loro corsa anche i prezzi degli alimentari di largo consumo: a marzo il prezzo del pane è salito dello 0,7% rispetto a febbraio e del 13% rispetto al 2007, mentre quello della pasta del 2,9% rispetto a febbraio e del l6,8% sul 2007 (a febbraio l`incremento era stato del 14%). Tendenze accelerative anche per latte, formaggi e uova, con una crescita congiunturale dello 0,8% e tendenziale dell`8%. Aumento sostenuto infine per frutta (+5,7%), ortaggi (+4,2%), la carne (+3,9%). Nel complesso i prezzi dei prodotti alimentari sono saliti a marzo del 5,5% rispetto al 2007 e dello 0,6% rispetto al mese di febbraio. Le reazioni. I dati dell`Istat sono “come al solito prudenti e al di sotto dell`inflazione reale“, ha commentato il segretario generale dell`Usae, l`Unione dei sindacati autonomi europei, Adamo Bonazzi, che chiede al nuovo governo “un atto eroico“, ovvero l`abolizione del sostituto di imposta. Mentre le associazioni dei consumatori hanno confermato la conta dei danni: se la corsa dell`inflazione non rallenterà, “sarà possibile un ricarico annuale sulla famiglie pari ad almeno mille euro“, ha riferito il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, aggiungendo che sono urgenti “interventi decisi per fare fronte al carovita“. L`organizzazione dei consumatori perciò ha chiesto un intervento del governo a salvaguardia dei redditi fissi, “attraverso una riduzione della pressione fiscale e calmierando i prezzi dei beni di prima necessità, a partire dai carburanti“. Invece, secondo il Codacons, a fine anno “si concretizzerà una maxi-stangata pari a 1.300 euro a famiglia“. Rivolgendosi direttamente al vincitore delle elezioni Silvio Berlusconi, il Codacons ha chiesto quindi di “istituire subito un dipartimento ad hoc dedicato esclusivamente ad analizzare e risolvere in modo concreto le problematiche dei consumatori, a partire dalla corsa folle dei prezzi“. Da parte sua la Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha suggerito la ricetta per contrastare soprattutto i rincari dei prodotti alimentari: doppio prezzo, “trasparenza“ e rapporti più stretti nella filiera agroalimentare; costituzione di Osservatori regionali, sostegno all`attività di segnalazione svolta dal Garante.
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