Il carovita non conosce stagioni
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fonte:
- La Sicilia.it
Il carovita non conosce stagioni. Ma quando interviene a disturbare i momenti di svago dei consumatori già provati da una forte riduzione del potere d`acquisto (pari a circa la metà rispetto al 2001), la situazione esplode. L`allarme di carattere nazionale lanciato dall`Adoc denuncia un aumento del 3%, in media 20 euro per due lettini e un ombrellone, senza contare snack e bibite che hanno subìto un`impennata pari al 7,4%.
Catania rientra solo marginalmente nella «forzatura» del prezzo. A ben guardare, laddove i costi sono lievitati, si affaccia un`offerta variegata di servizi, il valore aggiunto su cui diversi imprenditori hanno investito, anche rischiando, per offrire alla clientela un nuovo modo di vivere l`estate, il relax, la vacanza. Che sia di un giorno che sia di tre mesi. Non va certo dimenticato che «la capacità di spesa di una famiglia media per una giornata al mare è di 40 euro – ha sottolineato Claudio Melchiorre, presidente Adoc Catania, riportando altri poco entusiasmanti numeri – il commercio ha subìto un calo del 15%, e Catania sconta un tasso di disoccupazione del 30%».
Il«turista catanese», al centro del tavolo delle «trattative» che ieri mattina, al lido Le Palme, ha riunito esponenti del Sib (sindacato imprenditori balneari) e associazioni dei consumatori, Adoc, Sicila Consumatori, Codacons, Consumatori Uniti, Consambiente, Adusbef, Noiconsumatori. Assieme al catanese, inteso secondo una nuova e più moderna filosofia, rappresentante di quel turismo «autoctono» che necessita tutela, va considerata una più ampia fetta di turisti, da «trattenere», ospitare, agevolare, «coccolare», non potendo prescindere dal listino-prezzi.
Da questo «must» si è partiti per siglare un accordo tra le parti, che evidenzia alcuni incontrovertibili punti quali premessa della «stipula»: è necessario avviare una politica dei prezzi che coniughi qualità, tutela dei diritti e difesa dell`esistenza delle imprese produttive e commerciali; i listini dei lidi balneari sono già stati fissati, pertanto è necessario dare un segnale di attenzione ai consumatori; dal 2001 i lidi hanno basato la loro strategia sulla diversificazione dei servizi per offrire maggiore qualità ai clienti; le altre imprese della filiera turistica dovranno essere coinvolte in una politica dei prezzi che dia risposte concrete sia dal punto di vista del contenimento dei prezzi, sia della qualità del prodotto e della crescita del mercato turistico catanese. Adesso si attende un terzo interlocutore: gli enti pubblici, per avviare la «famosa» concertazione che metta a punto un virtuoso sistema turistico, dove i 5 km di costa sabbiosa, trovino un posto di primo piano.
Con nero su bianco si è stabilito che a partire dal prossimo mese (giorno ancora da definire) un giorno a settimana, il lunedì, le strutture balneari che aderiscono al Sib, offriranno l`ingresso in cui «saranno garantiti due accessi al costo di uno», recita il testo del protocollo d`intesa, completato da una nota: «in tutti i casi, i singoli gestori potranno riconoscere condizioni migliori rispetto a questo accordo». Destinatarie della promozione, le famiglie, l`utenza spesso più sacrificata, ma che, secondo un indirizzo «politicamente corretto», può beneficiare di pacchetti e formule con un occhio di riguardo. «Le parti – si legge a margine del documento – concordano di discutere pacchetti a prezzo garantito per i consumatori e favorire sia l`opportunità per le famiglie italiane di fare una vacanza al mare, sia un contributo al rilancio dell`immagine di Catania».
E` intorno al «modello» Plaia che si sono coagulati gli sforzi, le innovazioni, le ricerche di marketing territoriale, gli interventi degli imprenditori (in primis quello di decementificazione, non del tutto riuscito, in quanto resistono ancora zone dove per forza di cose il processo di «bonifica» si interrompe) che hanno scommesso, puntando sul Patto territoriale. Ma c`è ancora tanto da fare, per esempio costituire un«sistema di trasporti integrato, mettere a punto pacchetti e convenzioni con gli albergatori, lavorare sulla destagionalizzazione, quindi garantire la fruibilità del litorale sabbioso anche per il resto dell`anno».
Il lido-villaggio, l`oasi che ricompone la famiglia, dove ogni componente può deidicarsi ad un`attività, dimenticando la struttura balneare di vecchia concezione, per intenderci «quella delle angurie, dei fornellini e del gioco delle carte», è un passo verso una reale trasformazione, ma «spesso non si riconosce ai privati il merito del cambiamento», dice Saffo, prospettando un nuovo modo di intendere il lido e il cliente, «attivo» e non «passivo», messo nelle condizioni di scegliere tra i servizi a sua disposizione. Nel prezzo, il valore aggiunto della varietà e della qualità. Un pacchetto «medio», comprensivo di ingresso e i servizi, non solo quelli minimi ed essenziali, costa al cliente 8 euro. L`abbattimento dei costi è un punto all`ordine del giorno, ma «non si può superare un certo limite, poiché vanno messe nel conto innumerevoli spese da sostenere: attrezzatura, personale, manutenzione».
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