18 Maggio 2011

Il caro-traghetti finisce sul tavolo dell’ Antitrust

Dalle polemiche, alle denunce, all’ indagine. Il caro-traghetti finisce sul tavolo dell’ Antitrust. L’ Autorità garante della concorrenza fa partire l’ istruttoria sulle compagnie che effettuano i collegamenti con la Sardegna. Nel mirino Moby, Snav, Grandi navi veloci e Forship e le loro controllanti (Onorato per Moby e Marinvest per Gnv e Snav). Sono le compagnie private che nell’ ultimo anno hanno più che raddoppiato i biglietti. Ed ora sono sospettate di aver costituito un cartello sui prezzi. Gli ispettori del Nucleo speciale tutela e mercati della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione ieri nelle sedi delle società, i principali operatori attivi sulle rotte interessate dagli aumenti. Erano state nei mesi scorsi le associazioni dei consumatori e le Regioni Sardegna e Liguria a segnalare le anomalie sulle tariffe relative al periodo estivo 2011. Per i collegamenti da Civitavecchia, Genova e Livorno per Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres (e viceversa) la Sardinia (che fa capo a Forship) ha aumentato a 140-160 euro a passeggero dai precedenti 80-100, i biglietti della Moby sono saliti invece a 200-220 euro, dai precedenti 110-130 e il prezzo di Grandi Navi veloci è schizzato a quota 250-270 euro (da 180-200), mentre i collegamenti Snav sono rincarati da 90-110 a 190-210 euro. Complessivamente, si tratta di aumenti medi del 90-110%, con punte del 150%, rispetto ai livelli dell’ anno precedente. Il caro-tariffe si spiega con il fatto che sono venute meno le offerte promozionali. Anche la Tirrenia era stata nelle scorse settimane al centro delle polemiche per gli aumenti tariffari. Ma il commissario straordinario della società pubblica, Giancarlo D’ ‘ Andrea, aveva precisato che tra il 2010 ed il 2011 Tirrenia ha praticato un aumento del 25% su tre rotte (Civitavecchia-Olbia, Genova-Porto Torres e Napoli-Palermo). Tale incremento deriverebbe, però, dalla riduzione delle tariffe promozionali. L’ Authority guidata da Antonio Catricalà spiega che dopo le segnalazioni che hanno portato all’ avvio dell’ indagine sono state condotte le analisi preliminari. Le compagnie hanno giustificati i rincari con l’ impennata del prezzo del carburante, pur non applicando analoghi ritocchi su altre rotte. Una raffica di aumenti, quindi, che è stata applicata solo sulle tratte da e per la Sardegna. Sebbene le stesse compagnie che li hanno decisi operino anche su altre rotte, come i collegamenti con la Sicilia. Ora si dovrà verificare, quindi, se alla base dell’ impennata vi sia un’ intesa restrittiva della concorrenza, finalizzata all’ aumento coordinato dei prezzi per il trasporto passeggeri da e per la Sardegna. Positive le reazioni dei consumatori e delle Regioni Liguria e Sardegna. Le associazioni degli utenti respingono comunque al mittente le giustificazioni secondo cui alla base dell’ impennata vi sia il caro-carburante. Il Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) invita quindi i cittadini a conservare i biglietti per eventuali rimborsi. Mentre il governatore della Regione Sardegna Ugo Cappellacci avverte che «laddove si dovessero riscontrare anomalie rispetto alle regole del libero mercato, ciò porterà ad una richiesta di risarcimento nei confronti delle compagnie». E gli assessori liguri Enrico Vesco e Angelo Berlangieri si augurano che vi sia una revisione delle tariffe, in attesa di un eventuale provvedimento dell’ Antitrust che non arriverà prima del 28 ottobre 2012. «Al contrario degli anni scorsi in cui si era verificata una corsa al low cost quest’ anno non c’ è stata nessuna concorrenza», sottolineano Vesco e Berlangieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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