25 Gennaio 2011

“Il caro-taxi? E’ congruo. La colpa è di Veltroni”

La sorpresa non c’ è stata: co-me da previsioni i quattro «saggi» della «commissione di congruità» , nominati dal Campidoglio per esprimere un parere vincolante sul caro-taxi votato dal consiglio comunale lo scorso luglio, ieri pomeriggio hanno detto «sì» alla stangata. Era l’ ultimo passaggio (domani basterà una «presa d’ atto» in giunta) di una vicenda che ha fatto penare non poco il sindaco Gianni Alemanno, iniziata quasi un anno fa. E quindi, a questo punto, è ufficiale: entro due o tre settimane, non appena verranno aggiornati tutti i tassametri dei 7.500 conducenti romani, salire su un’ auto bianca costerà mediamente il 28%in più. Con punte anche maggiori: una corsa breve in centro potrebbe quasi raddoppiare, passando da 6 a 8/9 euro. Anche perché si pagherà pure il primo bagaglio (un euro), mentre oggi il supplemento scatta dalla seconda valigia. E per raggiungere gli aeroporti? Cinque euro in più. L’ ok definitivo a questa piccola rivoluzione del trasporto pubblico capitolino ha riaperto le polemiche. Il Codacons non ha neanche atteso che l’ assessore Antonello Aurigemma desse la notizia. Già ieri mattina ha annunciato un «ricorso urgente» al Tar contro i criteri che i quattro «saggi» (il vicesegretario generale, un avvocato, un ingegnere e un magistrato contabile) hanno dovuto tenere presenti per emettere il parere. Ma aumenti «congrui» rispetto a cosa? Il Comune, dettando le linee guida per i tecnici, di fatto aveva blindato la decisione: la commissione infatti ha potuto esaminare solo i criteri prescritti, relativi ai maggiori costi di gestione per i tassisti. A cominciare da un fattore, c’ è scritto nelle dieci cartelle consegnate all’ assessore, che si è rivelato determinante: aumenti così corposi sono stati ritenuti «economicamente congrui» in quanto i tassisti vanno risarciti del calo di lavoro («pari a un meno 30%di chilometraggio annuo: da 50 mila a 35 mila km» ) legato all’ introduzione delle 2 mila licenze volute da Veltroni nel 2007. Non sono stati invece tenuti presente, perché esulavano dal «mandato» del Campidoglio, altri elementi come la crisi economica o il blocco dei contratti nel settore pubblico. Numerose le reazioni. I sindacati «tassinari» applaudono (anche se il capo del «3570» Loreno Bittarelli mette in risalto la «contraddizione» di una tariffa troppo alta nei primi 5 km e poi più contenuta), la maggioranza esprime «soddisfazione per il riordino del settore» e l’ opposizione spara a zero. Il segretario romano del Pd, Marco Miccoli, parla di «Alemanno sindaco delle tasse» , il capogruppo Umberto Marroni di «esito pilotato» mentre il consigliere Athos De Luca si affida a un’ ultima speranza: «Gli aumenti saranno un boomerang per gli stessi tassisti: la giunta non li ratifichi» . F. Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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