Il caro-petrolio svuota le tasche dei consumatori
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fonte:
- Miaeconomia.it
Resta alto il prezzo del petrolio, scambiato in queste ore a 63,20 dollari al barile, ma niente a che fare con gli ultimi record che si sono susseguiti nei giorni scorsi e che hanno visto il greggio ampiamente al di sopra dei 64 dollari. Prezzi alle stelle, comunque, per l`oro nero che tornano a far parlare di una possibile stangata per i consumatori. Il caro petrolio – tuonano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – peserà per circa 600 euro in più l`anno per famiglia, di cui 270 euro in più solo per fare il pieno all`auto. La quotazione del barile intorno ai 64 dollari al barile fa, inoltre, prevedere un rincaro per le bollette di luce e gas: 140 euro in più per gli aumenti legati al prezzo del riscaldamento, il 3% in più per le tariffe elettriche (circa 12 euro all`anno) e il 5% in più per il gas (circa 40 euro). E non solo. Sul costo dei carburanti pesa anche il costo del trasporto che ammonta a circa 135 euro. Senza calcolare i costi dell`Rc auto. Le tariffe – denunciano le associazioni- continuano a crescere in media del 5,6% per un ulteriore aggravio di 45 euro annui. Ma non c`è solo l`allarme dei consumatori. Le variazioni all`insù del prezzo dei carburanti, condizionati dalla corsa del petrolio, portano anche i petrolieri e gli autotrasportatori a chiedere un intervento da parte del governo. Nell`ultimo anno – si legge nel bollettino mensile dell`Unione Petrolifera – il prezzo della benzina al distributore è continuato a salire, mentre ne è calato il consumo: +7,6% l`aumento del prezzo che è passato da 1,144 euro al litro del 1° luglio 2004 a 1,231 euro al litro del 1° luglio di quest`anno. Contro il forte calo del consumo della verde che a giugno ha registrato una flessione del 7,9% per i primi sei mesi dell`anno e del 7,2% su base mensile. In aumento, inoltre, anche il gasolio: +20% negli ultimi 12 mesi. É passato a 0,934 euro al litro agli 1,121 del 1° luglio scorso. In particolare i petrolieri tornano a invocare il taglio delle accise come misura dagli effetti immediati. Soluzione alla quale sta già lavorando la Commissione sul gas e sui carburanti che il 10 settembre si pronuncerà, presentando una relazione al ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola. L`ipotesi allo studio prevede una riduzione modulare delle accise, che sarebbero tagliate tra i 3 e i 6 centesimi, con tagli più consistenti per il gasolio (i cui consumi sono in crescita) e minori per la benzina (i cui consumi sono in calo). Ma tra le altre proposte c`è anche l`istituzione di cartelloni su strade e autostrade che indichino il prezzo dei carburanti e la possibilità della vendita di benzina e gasolio anche attraverso la grande distribuzione. Intanto Pasquale De Vita, presidente dell`Unione Petrolifera, si dice soddisfatto del monitoraggio continuo dei prezzi dei carburanti, deciso dal governo. “Un intervento che si è rivelato efficace“, ma che non scongiura il pericolo di ulteriori aumenti.
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